Due chiacchiere


- Quando leggo un racconto del blog di Sicuranza, mi chiedo che fine ha fatto la narrativa. 
- Ah, ma non ti preoccupare, sai che sei disordinata. Comunque, guarda, a proposito del Sicuranza, non me ne parlare, a me sono cadute le braccia. 
- Oh, davvero? Povera, e adesso come fai?
- Non me ne parlare, guarda, senza braccia non posso nemmeno uscire dal blog. 
- Beh, un'amica, ieri, lo ha fatto, sì, era proprio ieri, ci ha detto che non ne poteva più di leggere il putridume di Sicuranza e se ne è andata, ha tolto il "mi piace" dal blog. 
- Ah, fortunata, ci avessi pensato anch'io, guarda, lo avessi fatto prima di perdere le braccia. 
- Beh, però, ecco, considera che eravamo tutte lì, a leggere il nuovo delirio del Sicuranza, insomma. 
- Guarda, non me parlare.
- Aspetta, te ne parlo, invece. Lei ha cambiato pagina, sono stufa di leggere questo tristaiolo, stufa, proprio così ha detto, stufa, stufa, lo ha ripetuto non so quante volte.
- La capisco. 
- Sì, ma sai il freddo che c'è nei racconti del Sicuranza. Così, saremmo state una ventina, le abbiamo messo le mani addosso, tutte, giusto per scaldarci, lei che continuava a dire di essere stufa.
- E poi?
- Poi, poi, poi niente, insomma, a toccarla mica sembrava stufa davvero, così le abbiamo dato fuoco, davvero. E al caldo, tesoro mio, credimi, nulla ti deprime, nemmeno i racconti di questo blog.

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