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Il mio premio





Il mio premio

Giovanni Sicuranza

Quando ho chiesto a mia madre di comprarmela, perché, insomma, avevo tutti 8 e 9 in condotta, perché, lo aveva appena detto lei a tavola, il suo capo l'aveva promossa (ed io le credevo, bastava vedere la camicetta strappata sul colletto e i segni di morsi sul collo), e dunque stavano finendo i tempi delle vacche magre, la sua faccia estranea si aprì sbalordita sulla rivista. 
- Tu - pausa, deglutizione, pausa - Tu vuoi questo - deglutizione, arricciamento delle labbra sbavate di rossetto - questo mostro?
Non le diedi tempo di deglutire ancora; la mia mano calò come una zuppiera accanto al piatto di tortellini, proprio sulla foto della moto rivestita dallo scheletro del canide. 
- Mamma, dici sempre che posso essere unico, se mi applico. 
Lei tentò di espirare una protesta, ma io morsi l'aria. 
- Non dire che non riesco mai, sono appena stato promosso a pieni voti e tu, anche tu, ora, sei riuscita a diventare qualcosa grazie al corpo! Questa moto è l'essenza di un corpo!
Il ceffone mi devastò il viso. 
Non fu tanto per quella mano lunga, ossuta, che mai mi aveva accarezzato, quella mano che aveva ancora l'odore del cazzo del suo capo. Fu per l'anello. 
Mi aprì la guancia dall'angolo della bocca alla narice del naso. 
Un anello mai visto prima. Nuovo. Pesante. Costoso.
Sorrisi sangue e mi alzai. Con me si alzarono anche due coltelli da cucina. Il mio. Quello di mia madre. 
Lei si stava guardando l'anello, i piccoli smeraldi incastonati come decine di occhi di insetto. 
Spruzzati di rosso vivo. Dal mio volto, con dolore. 
- Avrò la mia moto, mamma - credo di averle detto. Piano - Me la merito. 

***

E' bastato seguire le istruzioni di Olivio, il mio amico meccanico.
Lui sì che è tosto. Mica per niente si è fatto sei anni in Manicomio Criminale. 
L'ho accesa subito ed è stato un ringhio crescente, il motore tra lo sterno di mia madre. 
I Carabinieri mi hanno fermato al primo giro intorno all'isolato. 
Se non è sfiga, questa, ditemi come chiamarla. 
Forse avrei dovuto pulire meglio le ossa, ma, potete capire, avevo fretta di provarla. 
Era il mio premio. La mia Total Body-moto.

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