2013 - il massacro dell'agnello e il vento



2013 - durante la festa del massacro dell'agnello: "Lungo il vento": la resurrezione della narrativa. 
Scheda editoriale:  
Il libro di Sicuranza “Lungo il vento” è un romanzo caratterizzato da un lessico sinuoso, che af-fonda nelle descrizioni psicologiche e utilizza gli aspetti esteriori del paesaggio per rendere manifeste suggestioni di natura emotiva. La storia, che comprende un gruppo ben definito di personaggi e un plot davvero ricco, è ambientata nel paese di Magnanimo, attorno al bosco che ospita il Passo del Tordo, scenario di morte, di omicidi e di un terribile cataclisma avvenu-to negli anni ’60, la cui ombra incombe sulle vite e sulle coscienze degli abitanti.
Tutta la narrazione, che attraversa alcuni decenni a partire dalla Resistenza, pare essere in-centrata sul tema della mancanza di speranza, della disfatta, soffermandosi su quegli aspetti che schiacciano le virtù umane, fino a rendere inumane le persone, o al contrario, fino a ren-dere la sublimazione di loro stesse, a seconda delle loro scelte.
Il male, strisciante e dilagante, è asservito alle ideologie politiche che hanno spinto alla guerra e, più in piccolo, hanno spinto alla violenza molti singoli. Questo concetto si evince da alcuni estratti, tra i cui i più significativi a mio avviso sono:

C’è solo un modo per mantenere il potere. Allearsi con chi conta, indipendentemente dal colore poli-tico. Nero, rosso, verde. Chi se ne frega. Governare con le belle parole, con la rassicurazione, conce-dere diritti. Ma allo stesso tempo creare una strategia della tensione. Spingere la gente ad avere paura, ogni tanto, quando c’è il rischio che pretenda troppo a discapito del potere.


Il testo è scosso da atmosfere cupe, noir, che ricreano un effetto in grado di scuotere le co-scienze. I piccoli, così come gli adulti del romanzo, si misurano con i loro contrasti interiori, i rimorsi, i desideri e le paure incoffessabili, sempre e comunque divisi in schieramenti, in vi-sioni antitetiche della realtà e della storia. E sembra sempre che l’oscurità, il potere assoluto che domina gli animi, abbia la meglio e tenga in scacco tutti i fili dell’esistenza dei personaggi.

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