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"bella donna" da "La neve defunta"

"belladonna"
tratto dal romanzo assoluto
"La neve defunta" di Giovanni Sicuranza


*** Valentina e la tazza di caffè hanno un sussulto. La donna allarga le braccia, lancia uno sguardo verso l’alto, la tazza si gira a pancia in su, vomita il liquido nero sulle vesti di lei e la plastica del tavolo e si accascia al pavimento. - Non si preoccupi – Valentina sente la voce di Ascario – era solo lo sfrigolio di un insetto contro il neon. - Già – ammette lei, si affloscia sulla sedia, sente il volto che diventa fiamma, osserva la tazzina reclinata su un fianco. Sembra intatta, insomma, a parte un rivolo di caffè che ancora le esce, le esce come sangue nero dalla bocca, pensa, e subito distoglie lo sguardo. Ascario la fissa. Immobile. Attento. Intenso. - Per fortuna avevo già bevuto quasi tutto – annaspa lei. – Il suo viso ha lo stesso colore di chi prende la belladonna in dose eccessiva – l’uomo beve, un altro sorso, breve, un altro ancora, spezzato, e non smette di fissare Valen…
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La neve defunta - bella donna

bella donna, estratto dal romanzo assoluto
"La neve defunta" di
Giovanni Sicuranza
... ***
La tazza è sul tavolino, tranquilla, avvolta dai loro sguardi.
Tutto intorno, la stanza è un sussurrio di ombre distorte dalla fiamma di una candela.
- Nostra figlia aveva ragione. Il sapore è gradevole.
- Ne verso ancora, allora.
- Aspetta.
Guendalina allunga una mano sul braccio del marito.
- Accendi le altre candele.
- Sicura? Credevo volessi fare tutto all’ombra che più ombra non si può – ridacchia Ascario, l’infuso già inclinato verso la tazza.
In realtà l’idea di un’unica candela ad illuminare questa lunga sera che scende sulla vita è stata proprio sua.
- Non tirarti indietro, Ascario – la mano stringe ancora di più sul braccio, stringe, lo costringe a posare l’infuso sul tavolo – Preferisci non vedere la mia trasformazione, come se non lo sapessi, ma, ricorda, è la stessa che cambiato nostra figlia.
Ascario sospira. Inutile aggiungere che non solo l’ha cambiata, ma soprattutto l’ha ucci…

La neve defunta

bella donna - dal nuovo romanzo
La neve defunta” di Giovanni Sicuranza




- Prende troppo caffè, è vero?
La tazza si ferma a pochi istanti dalle labbra, indecisa.
L’aroma no, persiste, si arrampica al naso, su volute di fumo, e porta con sé la risposta.
Sorride appena, la donna intorno al naso; chiude gli occhi, beve un sorso.
- Mai abbastanza.
Riapre gli occhi, la tazza coccolata dalle labbra, e guarda l’uomo anziano, seduto di fronte.
Sono ad un tavolo da quasi mezz’ora, nella penombra di un bar in chiusura.
Lui ancora non le ha svelato nulla.
Non ha nemmeno iniziato a bere il the che ha ordinato e che ormai, a giudicare dall’assenza di fumo, deve essere un’agonia di liquido scuro.
Si limita a fissarla o a sviare l’argomento con sciocche domande sulle sue abitudini.
E ancora non risponde a quelle di lei.
- Sì, troppo caffè fa salire la pressione e lei ne beve molto, tanto – dice l’uomo con un’alzata di spalle – A me il dottore li ha vietati – risata breve, nervosa, che spezza il tono som…