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mercoledì 22 febbraio 2012

Oltre



Oltre
Giovanni Sicuranza

Quando sarò vecchio, non avrò tempo per morire.
Getterò i ricordi come sabbia al nero fiume.
Non ricordando la Morte, lei mi perderà.
E il mio sarà solo sonno sul grembo tuo avvilito.

martedì 21 febbraio 2012

Rigoranza


Buonanotte per sempre



Buonanotte per sempre
Giovanni Sicuranza

"Ciao, Giova', sono una tua lettrice. Ti raggiungo perché Vampyria mi è piaciuta una cifra"
"Grazie"
"Cioè, nel senso che non farebbe schifo se avessi messo quel 'lambiscimi' dopo"
"Ah, dopo dove?"
"Non so, magari in un'altra poesia"
"Ti ringrazio, buonanotte"
"A Giova', buonanotte finché è buona. Dopo è un altro paio di maniche. A proposito, è vero quello che si legge di te?"
"Dipende"
"Cioè, davvero sei tipo da maniche corte? Cioè, siamo in inverno, ma inverno pesante, tipo inflazionato"
"Faccio fatica a seguirti, scusa. E poi non so dove l'hai letta questa scemenza delle mezze maniche"
"Nella rivista 'Culo & Camicia'. C'era anche la foto della tua faccia, nella prima parte della rivista, intendo"
"D'accordo. Meglio chiudere questa conversazione, esco dalla chat"
"Dalla chat? A Giova' e mica stiamo in chat, noi"
"In che senso? E questa cosa sarebbe secondo te?"
"Ci sono finestre che si aprono?"
"Beh, no. No, in effetti no"
"Arieggiare un po' il loculo, no, eh?"
"Ma che caz ... Dai, basta con questa conversazione"
"Le finestre dovresti aprirle, anche se sei in un tomba di famiglia. Anzi, a maggiore ragione. Cioè, sai che tanfo"
"Ma quale tomba di famiglia? Quale loculo? Senti, tipa, dammi retta, curati!"
"Lo sto facendo, a Giova'. Nonostante la malattia, continuano a curarmi in questa bara di ospedale. Anche se sono una terminale"
"..."
"Puntini di sospensione, Giova'? Sì, forse sono i migliori. Io sono sospesa a un passo dalla morte, tu sei sospeso nella morte"
"Insisti con le scemate?"
"Chiamale come vuoi. Ma è questo il motivo per cui riusciamo a conversare. Cioè, io qui e tu sepolto nel cimitero. Ci separa solo un soffio di tempio, Giova' ".



lunedì 20 febbraio 2012

Vampyria



Vampyria
Giovanni Sicuranza

Attendi ogni goccia del mio respiro, allungata su fili di edera silente.

Lambiscimi. 
Sono pioggia che esonda sulla terra umida di desideri, che inarca venti muti di sospiri.

Attendi ogni goccia del mio respiro, assetata su iperboli di tempo defunto.



Come sequoia




Come sequoia - Giovanni Sicuranza


Fu un avvenimento tale da suscitare un forte impatto emotivo. Il popolo divenne maschera di orrore.




È la mattina del 1780. Miasma di Parigi.
Il Cimetière des Innocents si trova dove oggi sorge il Centro Commerciale del Forum des Halles. 
Dove oggi la gente cammina tra bambole e riproduzioni in scala di paesaggi. 
Tra inanimazioni. Adesso come allora. 


30 maggio 1870. 
I cadaveri sono sepolti nelle tombe di famiglia, nei giardini delle chiese. 
Tra la gente. 
Con la gente.


È consuetudine dei secoli.


Ma quel giorno qualcosa cambia. 
Erode così tanto la quotidianità, da dare il via al processo che spingerà i cimiteri sempre più lontano dalla vita cittadina, fino ad essere relegati oltre le mura dei centri abitati.


Il 30 maggio 1780 il Cimetière des Innocents è moltitudine di fosse comuni.


In una casa adiacente, il 30 maggio 1780. Il popolo è radunato in un pranzo collettivo.


All'improvviso. 
Una delle fosse comuni collassa, spargendo resti di cadaveri e liquami tra la gente. 
All’improvviso.
Oltre 2000 cadaveri invadono le cantine, si riversarono sul cibo, sulle bevande. 
Toccano i vivi.


L'episodio suscita clamore in tutta Parigi, in Francia. 
La notizia si sparge come un virus di putredine, ovunque in Europa.


Tra il 1786 e il 1786 il Cimetière des Innocents viene chiuso e Luigi XVI firma i primi editti in materia del regolamento funerario, che culmineranno con la gestione dei cimiteri dalle parrocchie allo Stato, fino a quello di Saint-Cloud, voluto da Napoleone Bonaparte, a cui fanno riferimento “I Sepolcri” di Foscolo.


Igiene, ecco il motivo ufficiale per cui i cimiteri si allontanano dalle città.


Solo che c'è un’altra ragione.


Gestione e urbanistica dei cimiteri si trasformano proprio in epoca di espansione della borghesia. Del commercio.


I morti non sono redditizi, se non per le Agenzie di Pompe funebri (e solo nei momenti della sepoltura), mentre gli spazi, fino all'inizio del secolo XIX occupati dai loculi cittadini o di paese, servono adesso per costruire, edificare. Produrre.


Il cadavere è un fastidio. Non produce lucro. Va allontanato.


Dal suo allontanamento inizierà a svilupparsi, soffuso, con vicende alterne, il tabù della morte. 
Oggi radicato come sequoia nelle società occidentali.






Nell'alba
Giovanni Sicuranza

Aspetta. Respira.
Ferma su se stessa.
Lungo attese di porpora vestite.
Poi, all'alba della putredine, la mosca ha un fremito.

domenica 19 febbraio 2012

Ode ferita

Ode ferita

La letteratura sia mia fine amareggiata. 
Perché io avrò morte. E lei sarà eterna. 

[Giovanni Allan Poanza, 1967-2012]