Immortalis
Giovanni Sicuranza
Alle prime avvisaglie dell'embolia polmonare, John Allan Poanza capì che era giunta l'ora del suo ultimo romanzo.
Davanti allo schermo, urlando agonie sopra ogni respiro, scrisse di getto le trentanove pagine della fine.
Le dita cadevano sulla tastiera, si rialzavano a fatica e procedevano, guidate dal fuoco dell'immortalità letteraria.
Al rantolo terminale, lo scrittore si accorse di non avere acceso il computer.

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