Dittico minore (riedit)


Dittico minore



1) Festa di Primavera - Giovanni Sicuranza

Una farfalla vestita blu notte alla Festa di Primavera.
Iperbolica, ellittica sui venti dell'alba nella rinascita 
Mostra l'orgoglio del colore ai fiori e ai poeti e sorride 
ai lampi di un acquazzone in edizione straordinaria.
Ma la pioggia diventa gelo sul volo e allora, eccola, 
cerca riparo tra i bassi rovi delle rose.
È un blu notte, sei fuori luogo, mordono le spine.
Non ci si presenta così alla Festa della Primavera, 
sentenziano i rovi, che straziano le ali.
Il blu notte cade defunto in una pozza di fango.
Solo il rosso della farfalla, ferita a morte, rimane.
Per ogni poeta, a rendere più intenso il colore delle rose.


2) Ego - Giovanni Sicuranza

Il poeta sarebbe diventato famoso. 
In una folata di soddisfazione, schizzò dalla sedia, slanciato fino ai suoi centosessantanove centimetri, poi subì un arresto brusco e la gravità e novantasette chili di ingrato peso lo respinsero a sedere.
Ma tanto il creato era finito, la sua opera unica avrebbe illuminato l'indifferenza della gente per la poesia stampata. Le pagine erano lì, in una colonna ordinata sul tavolo, in attesa di essere suono mondiale del suo nome.
Il poeta, già proclamatosi sommo e ipersommo, inspirò a fondo, dopo tre anni trascorsi a trattenere il fiato, e non riflettè che il respiro è un atto delicato, da trattare come seta. 
Del resto, nulla aveva scritto a proposito, per cui non gli era dato pensarci.
Starnutì un monosillabo futurista a finestra aperta e il vento entrò rapido, primo e unico lettore di ogni pagina.
Chiuse i fogli in ellissi e li distribuì nel mondo.
Quelli che decantavano l'armonia della natura si adagiarono sul letame chimico, quelli impregnati di morale sociale coprirono la discarica abusiva.
Al poeta rimase in mano un solo foglio.
Un canto solitario d'amore, scritto per una donna analfabeta e sorda, morta tra due spaventapasseri e lì lasciata per rendere fertile la terra.
Un omicidio in rima, che doveva essere epilogo e apoteosi dell'opera omnia.
Quando, allertati dalle scariche di starnuti, i gendarmi irruppero in casa, misero agli atti quel foglio con il titolo "confessione scritta e autografa; prot. 13/17".
Non seguì pubblicazione.

(immagine: "Temporale in campagna", Alfredo Vallese)

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