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Sei venuta di novembre




Sei venuta di novembre e la Morte ha riaperto le case.
Il tuo respiro è il vento su Lavrange, il tuo corpo ombra di ogni memoria.
Si muore per strada, nelle scuole e in chiesa e non rimane pianto sotto la campana sfinita.
Sei venuta e rimani, feconda di miasmi, con i seni turgidi di pestilenza e la terra tra le gambe, umida e nera, ad accogliere corpi.


("nenia di cimitero", anonimo su nastro sonoro; biblioteca di Lavrange, 1918)

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