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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2016

L'uomo che cammina - Magassa

L'uomo che cammina - Magassa ✍️

Ha acceso due sigarette e si è guardato dentro.  Ha allargato le narici per assaporare l'aroma del vecchio che prende fuoco accanto al barbecue, fuso nel barbecue, poi si è allontanato, passi di polvere lenta, una nuvola tra gli stivali di cuoio che danza sull'altra. Non gli piace sentire parlare di Magassa con il tono da saputello che ha usato il vecchio; spera ancora che qualcuno sia abbastanza convincente da fargli credere in quel confine tra nordisti e sudisti, nella dimora dove ogni speranza prende fuoco. Non può essere evaso per niente, dopo avere ucciso il ragazzo con la moto, dopo che al processo gli hanno dato una colpa sconosciuta, lui che è scivolato sulla diarrea di un cane sull'asfalto, non raccolta proprio dal padre dell'investito.  Finire in galera per una cagata, dopo decenni di omicidi nemmeno sospettati, si chiama beffa.  Riuscire a scappare perché il carcere confina con il cimitero, il cimitero affollato da defunti furio…

Lazzo

Lazzo *Giovanni Sicuranza

Mama scruta l’abisso dell’orofaringe di Lazzo, il tempo di conoscere il cocktail odoroso di cibi e segreti putrefatti, e vomita a getto. 
È così che il mio bastardino soffoca nei liquami di Mama, questo mio botolo unico e raro. 
Ha i denti mica sani, aveva appena detto, secondo me è infetto.
Papa le aveva risposto spallucce e allora Mama si era tirata su le maniche della camicia, aveva mostrato alla famiglia appena allargata i tatuaggi con il nome mio sull’avambraccio destro e quello di mio fratello defunto in gotico nero grassetto, a circumnavigare a sinistra.
Te lo scordi che lo chiamiamo Oreste, mi aveva detto, non esiste che diamo a questo botolo il nome di mio figlio;  guardalo quanto è brutto. 
Il cucciolo però sapeva il fatto suo. 

+++

Era salito in macchina mentre Papa acidificava i prati comunali con l’urina e la portiera del guidatore era rimasta aperta sul lato del canale di scolo.
Ma che cavolo, aveva detto. 
Dai, Papa, ti prego, teniamolo, guarda come m…

Il mutaforme

Prima caddero gli aquiloni e dopo giunse la pioggia dei volatili. Coprì le case, le chiese, i bambini tutti, e smise solo quando l'ultimo aeroplano si fratturò tra le strade.  Il fuoco prese le città e gli ipermercati, lì unì in nuove forme e donò all'uomo un odore imperituro e denso di metallo e sangue.  Per mesi e anni, vagabondo dei venti caldi, il fumo divenne cielo e respiro del mondo.   Prima caddero gli aquiloni, te l'ho detto, e a starci attenti sarebbe stato prevedibile.  I loro fili di nylon, così tesi, a migliaia, ovunque, erano gioia per la tua specie e, allo stesso tempo, mossi nel blu, ferirono a morte la gravità. (Giovanni Sicuranza, "Il mutaforme")

Infero agreste - Il mutaforme

Infero agreste (anteprima)

Il percorso Il 31 dicembre 1999, all'imbrunire, con il sole che si affannava tra gli ultimi angoli della stanza da letto, mia moglie spirò.  Non si trattò soltanto di un abisso aperto nella memoria di un uomo, no.  Con la morte di Eleonora, iniziò a svanire tutto il nostro mondo.
C'è un tempo circolare. E' il tempo della semina e quello raccolto, è il ritmo delle fasi lunari. Appartiene al popolo agreste, al contadino.  C'è un tempo lineare.  Ne fa parte il tempo cronologico, dal latte alle rughe, fino alla negazione del respiro, assoluta e permanente.  E' il tempo della Storia, è quello del guerriero. E' il tempo del moderno. Emanazione del tempo lineare è anche il tempo escatologico. Accompagna mistici, religiosi e superstiziosi, dalla Creazione dell'Universo alle Apocalissi. 
Eleonora morì nel tempo circolare, nella sospensione tra ciò che è stato raccolto e ciò che abbiamo seminato.  Io seminai mia moglie, dopo avere distrutto il nostro ra…

Dalla presentazione del 17.12.2016 - La Degusteria

Tempo di best seller

Il tempo dei best-seller [II] - Giovanni Sicuranza

E' come un petalo che cade sulla spalla.  La guardo, questa falange ungueale rivestita da tessuto morto.  Strato corneo ed epidermide mummificata.  L'unghia e la parte di dito che la lambisce. Il resto è scheletro allo stato libero, privo dei legami dei tendini, della massa a scadenza dei muscoli e dei vasi sanguigni.  Mi volto piano verso il cadavere, lungo  questo corpo che si regge alla mia spalla con il ricordo di un dito.  Ho il cuore in tutti i posti, un accelerato che batte in gola, nello stomaco, persino nella vescica.  Intanto ogni frazione di secondo rallenta, arranca, si ferma, attonita su questa scena contro natura.  Devo girarmi su me stessa ed è come fare il giro del mondo.  Lenta come un rantolo al calare della vita, troppo fragile perché ci sia tempo di reagire.  - Sono tornato - dice lui.  - Lo sapevi - aggiunge con una voce che è la sua, ma impastata.  Non si parla a bocca piena. Piena di.  Prima del volto, scorgo la terra …

Dal Nord (riedit)

Dal Nord - Giovanni Sicuranza

Per Assunta le brutte notizie arrivano sempre dal Nord. 
Innanzitutto il lavoro di insegnante. 
Precaria. 
Per ottenerlo deve abbandonare la sua terra e salire su, settecento e spacca chilometri su, oltre i confini della sua infanzia, nelle città delle nebbie; poi deve dire addio ai genitori e mentre il contratto inizia, la vita loro finisce; per tacere della lacrima, lasciata a sedimentare sulle labbra di un amore segreto. 
Millecentodueeurotuttoincluso al mese e un anno dopo, Assunta sposa un noto professionista. 
Del Nord. 
***
Un giorno, si diceva, riusciremo ad amarci. 
Lui però forse non lo pensava, anzi, nemmeno la rispettava. Uno schiaffo quando non era la cenerentola di casa, un pugno sotto le costole, dentro il fegato, quando il suo bigattolo si gonfiava con grugniti in Home Sound System e le sfregava dentro, ovunque fosse dentro. 
All'inizio ringhiava, Assunta, pretendeva spiegazioni, ma l'uomo stimato, quest'uomo che un giorno magari avrebbe…

Sotto la terra qualcosa legge

Sul baratro

Sul baratro - Giovanni Sicuranza


Sul baratro l’uomo non respira.  È un allenamento per prepararsi a morire. Trattieni il tempo e chiudi gli occhi. No, lasciali aperti, questi occhi feriti, e guarda, sei sulla Panoramica, c’è tutta la città, lì davanti, piccola e distante, un corpo vulnerabile.
Uno sprazzo di vitalità che lo sorprende al punto da fargli abbassare le difese. Così l’aria sfonda le narici, stupra la laringe, si appropria dei polmoni.
L’attimo dopo, mentre annaspa con il naso, lo sguardo torna al pulsare delle luci in fondo alla vallata. 
Così vulnerabile, questa città e, lo avresti mai detto, ora è la tua assassina.
L’uomo prova a sorridere e le sue labbra, rigide, non ne vogliono sapere.
Meglio infischiarsene di tutto e abbandonare il corpo sul bordo del baratro, lungo la linea dell'alba. Città canaglia, non riesci a digerirmi e ora mi sputi. Gli occhi cadono, seguendo le dita d'erba che disegnano ellissi appena accennate, leggere. Fragili. - Ti aspettavi gratitudine? – iron…

Figlia di cagne

Figli di cagna - Giovanni Sicuranza

Cazzo se ringhia.
Non c’è guinzaglio a tenerla. 
Ah, come no, potrei anche provarci, ma, ecco, no, ringhierebbe solo più forte.
I suoi muscoli sono lucidi, cosa ne sanno dei vostri sudori proletari.
Ehi, rincoglionito, ti ho visto scuotere la testolina. Ho assorbito il tuo vaffanculo miagolato al nostro passaggio. Inspiro la fragilità ipocinetica delle tue vertebre cervicali e,  dai, credimi,  sarai la sua prossima preda.
Certo, voglia zero di tenerla al guinzaglio,  il prossimo giro sarà sulle vostre teste di saputelli. Solo un attimo, un urlo, e conoscerete come morde.
La mia moto cazzuta.

Dear Lui

"Caro lui,  ho provato a leggere questo tanto declamato book, e mica sa quanto ci ho infilato dentro occhi, e naso pure, e non conosce tutte le sinapsi reclutate in una battaglia impari, bruciate senza nemmeno un nome tra le nebbie di Lavrange e della Strega, i migliori miei neuroni immolati tra queste pagine che lei definisce un capolavoro.  Mi rendo adesso conto del suo trucco malsano: ha usato il termine "difficile" e lo ha unito a "capolavoro" per esaltare un fallimento.  Avrebbe invece dovuto lasciarlo all'inconcludenza insipiente che costringe il Lettore alla sconfitta e alla delusione.   Ora sa, questo è tutto l'impegno che può ottenere da un attento osservatore come me dei fenomeni narrativi.  Il suo libro è deforme, completo nella misura in cui se ne abbandona la lettura, finalmente, e tutto quanto già letto si disperde tra iniziale irritazione e quindi trova riposo, irrevocabile riposo, nell'oblio.  Cordialismi.  Firmato: U. E."

Ascolta

Ascolta la tua Strega nera,  Annuncia l'Era della Fossa.  Siediti lieto al suo baratro,  negli orizzonti del cimitero. Entra con l'epidemia di Lavrange, E' semplice se apri il grande libro.  Uscirne come l'ombra che conosci,  solo questo non ti è permesso. 


Quattrocentotto - 408 - pagine di trama irripetibile, densa. 




Non si narrerà più di librerie senza questo libro.










In tutti gli store on-line, in oltre 2000 librerie fisiche; e-book e cartaceo; Youcanprint-Borè; 2016.






Anche a nome degli abitanti di Lavrange, ringrazio con un inchino chi ha già letto e commentato la prevendita e il primo fragile manoscritto.

Sotto la terra qualcosa campa - prove per il 17.12.16

Dalla prove della presentazione teatralizzata di "SOTTO LA TERRA QUALCOSA CAMPA", romanzo gotico irrituale di Giovanni Sicuranza.

Voce: Sabina Reissa;  Regia e voce: Vittorio Pioli;  Fotografie: Daniela Calanca;  Musiche originali: Mario Longo;  da un'idea di Rossella Fourmph Sproc.


17 dicembre 2016, presso "La Degusteria", Piazza Costituente, Mirandola (MO). La serata è scandita tra cena, musiche e letture tratte dal romanzo.

Dove dimorano i miei libri

Tracce del mio gotico surreale:


1) elenco degli store on-line dove acquistare direttamente i libri: 
http://help.youcanprint.it/customer/portal/articles/1438995-in-quali-librerie-sono-distribuiti-i-libri-di-youcanprint-
2) elenco - suddiviso per Regioni - delle librerie fisiche dove ordinare i libri: 
http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html
3) punti vendita IBS.it: http://blogs.youcanprint.it/una-nuova-grande-opportunita-i-libri-di-youcanprint-ordinabili-nelle-librerie-di-ibs-it
(le opere sono presenti anche su "ilmiolibro.it")



Adesso, lo sai, tocca a te.