Breve storia di vestiti e dintorni


Breve storia di vestiti e dintorni
Giovanni Sicuranza


Si sente pesante. 
Non è grassa, non è fiacca. 
È il vestito che le hanno cucito addosso, dopo tanti anni proprio non le va più. 
Sa bene che se avesse uno specchio vedrebbe tricolori disegnarle i fianchi, sa bene che non fanno altro che ripeterle che il costume non va cambiato, perché è una questione di tradizioni, cultura, di eccetera. 
Ma la verità è che il tessuto di questo vestito è rigido, logoro. Muffico.
Tante volte avrebbe voluto sbuffare, fare sentire la sua voce, ma si è sempre trattenuta, pensando ai danni che avrebbe causato. Catastrofi, a cui seguirebbero promesse di rinnovo, di interventi mirati, nuovi colori, insomma. 
Però adesso, dai, non ne può più. Adesso ha deciso. 
Quelli che possono cambiarle l’abito sono esibiti in teatrini di retorica, negli iperbolismi di promesse e ottimismo. 
Il vestito le rimane cucito addosso, così immobile, così morto. 
Mi uccido addosso, pensa.
Immediata, vuole affogare nel mare, solo che il mare è già saturo dei residui del suo vecchio vestito. L’inquinamento la trattiene a galla, riesce a procurarsi solo qualche frattura tra spiragli di onde verdi e blu.
La sera stessa è un’esplosione di notizie straordinarie in OvunqueVisione. L’Italia è stata attraversata da scosse di terremoto, così forti da avere formato due piccole isole. 
Nelle settimane a venire, espertologi vari ed eventuali si agitano tra opinioni, soluzioni, seduzioni. Poi, seppelliti i morti con funerali di Stato a spese dei parenti, indette gare d’appalto per la ricostruzione di slogan, tutto zooma. 
La tivvù annuncia un nuovo reality show sulle isole neonate. Applausi e soddisfazione somma.
Il vestito di oggi è quello di sempre, ma l’Italia, rassegnata, drogata, sculetta sulle isole novelle: Promontorio dell’Eucarestia e Baia del Bel Giocoso.
Titoli di apertura, marcetta di Albano. 
Qualcuno capisce “albanese” e sparge sdegno tra Facebook e Twitter. 
L'Italia clicca "mi piace".

Commenti

Giovanni Sicuranza ha detto…
Ghigliottina democratica
[dal testo della canzone sanremese "Ecce Homo" dei Mattia Bazaranza]

Pendulo tra rodati oscurantismi oscillatori, sopra slogan roditori.

Da Destra a Sinistra Stop.

Da Sinistra a Destra Stop.

Se scegli un partito, in ritardo sei arrivato.
Se scegli un movimento, cambierà direzione.

Pendulo e non comprendulo.

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