Passa ai contenuti principali

Post

Tramavirus

Tramavirus - Giovanni Sicuranza Vorrei riempire questo spazio bianco cenere,  assembrarlo di parole ben visibili, chiare,  senza maschere. Scrivere un racconto, questo vorrei, un  racconto virale, febbricitante in ogni sospeso  respiro del lettore. Non posso, eppure non posso.  Trama senza fiato, giaccio f ino all'osso. (immagine: "Le visage de la guerre", Salvador Dalí)

RNA

RNA - Giovanni Sicuranza Sboccia tra i passanti aggruppati (immagine: incisione di Max Klinger, 1857-1920)

Saltimbanco

Saltimbanco - Giovanni Sicuranza Voglio fuggire dalla cornice del mio sguardo,  oltre l'eco di questi respiri imprecisi,  mentre l'aria mi osserva, si dispone  intorno al mio corpo e lo seziona  lungo ellissi affamate.  L'attesa dilania la salma del tempo.  (immagine: surrealismo di José Moreno Villa , 1887-1955)

La memoria della terra

La memoria della terra – Giovanni Sicuranza La tazza vermiglia, dubbiosa sul baratro del tavolo. Lo sguardo la accoglie, un sospiro informa l'encefalo, la mano tardiva giunge in soccorso. Caos, facce rosse, emorragiche, facce bianche, esangui, lato esterno e lato interno, frammenti della tazza che fuggono alla cieca nel panico dell'impatto al suolo. Un liquido nero come sangue carbonizzato si aggira pigro tra le rughe del pavimento. Osservi il ricordo del tuo caffè, sbuffi e fa lo stesso, ti affacci alla finestra della cucina come ad ogni risveglio. Dai piani di sopra qualcuno ha spinto una massa carnosa, no, l'impatto sulla tua auto è quello di un vaso in terracotta, adesso lo riconosci, è già il terzo da ieri sera. Sbuffi, non importa, una camicia da notte pallida si affaccia al balcone di fronte, il contenuto nemmeno ti osserva, non un saluto. Scavalca il confine tra la massa e l'aria, si trasforma rapido, prima un peso nel vuoto, poi una...

Il mio tesoro

Il mio tesoro – Giovanni Sicuranza Riflesso azzurro – è il led, tranquillo Plin – è quasi pronto, stai calmo Riflesso azzurro – è solo il led, tranquillo, sempre il led Plin – è quasi Riflesso elettrico - sulle mani Plin – pronto. Le dita incespicano nella maniglia, tirano, no, lo sportello non si apre, aspetta, no, IdiotaCheSono , le dita dell’altra mano schiacciano il tasto. Lo sportello scatta, liscio, non turba il silenzio della casa. Lazarus rimane ancora immobile, la fotografia di tre minuti di attesa davanti al microonde, il petto adesso piccolo, troppo piccolo per sopportare il battito cardiaco, che allora se ne va in gola, sembra riempirla, sembra. Lazarus si smuove, uno scatto prima del panico. Ogni volta il barattolo scaldato al microonde ha un prezzo, ben oltre di quello al mercato nero, ben oltre l’ansia di sentire i passi del corriere sul pianerottolo, con il timore che un giorno si metta a bussare alla porta, per ...

Qui

Qui - Giovanni Sicuranza L'aria della primavera, tiepida come guancia nel risveglio. 

nella notte

nella notte – Giovanni Sicuranza Io sono un respiro appeso all’albero bronchiale, la migrazione perduta  dalle caverne polmonari. Io sono l’untore  del tuo soffio vicino, uno straniero agli isolati algoritmi del cuore. Io sono ogni attimo insoluto, ogni nutrimento perduto nei corpi attoniti di questa  gremita notte. (immagine: disegno di Alberto Martini, 1876-1954)