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Io narro il pessimismo tonificante.

Io narro il pessimismo tonificante.

Inizia la morte

Inizia la morte * Lo scrittore si accorge che sta morendo quando non è ancora a metà del romanzo.  Lo comprendono prima gli occhi, che si affannano sul video, perdono lacrime, e più lo scrittore li strofina è più le lacrime scavano il viso, bruciano la carne e diventano una palude salata nelle pupille.  Dopo arrivano le mani; smarriscono l'irrequietezza sulla tastiera, le dita cadono tra le lettere, annaspano, e infine conoscono muta tregua.  Si dice che quando un romanzo è terminato, muore per l'autore e vive altre vite per ogni lettore; questo lo scrittore non sa, ma lasciare incompiuto il desiderio degli ultimi anni, non dare sepoltura ai personaggi, lo riempie di sgomento.  Lo scrittore teme di morire prima della morte del suo romanzo.  Della sua debolezza approfitta una mano, una sola, l'altra ancora in simbiosi con il mouse, si libera dall'ultima frase incompiuta e gli corre al petto.  Dov'è il tuo battito, chiede mentre sale alla ...

Pluja

Piove da tre ore, piove da tre giorni, ed è un romanzo noir. Poi piove da tre mesi, gocce senza tregua, ed è una storia horror. Poi piove da tre anni e piove da tre secoli ed è una saga di fantascienza.  E ancora piove da millenni, da tre millenni lunghi, e non c'è storia da narrare, nessun uomo è presente, e una pioggia tanto dura è l'inizio della Terra  oppure la sua morte.

Meme

Chi sogna la rogna  è un topo di fogna

Cacofonia blues

Cacofonia blues  # - Giovanni Sicuranza La signora che vive accanto al mio appartamento è morta tre anni fa.  Paga il mutuo, si china sulle spese della banca e intasca la pensione INPS; alle riunioni condominiali ci va, garantisco io, unico coinquilino superstite.  E' tutto on-line, è tutto da me gestito.  Lei mi ha applaudito dove le strade piegano il palazzo, quando facevo blues accucciato tra piogge e nebbie; allora il tram 66 barrato 6 era la mia dimora, ci dormivo dentro e sotto e sopra, dipendeva dalla sorveglianza al deposito.  Ero lo straniero della chitarra, nel quartiere qualcuno si fermava persino ad ascoltarmi, e questo bastava almeno per un pasto al bar all'angolo, magari non sempre caldo, ma solito posto garantito, una seggiola a tre gambe dietro i servizi, all inclusive. Io il lavoro non so cosa significa.  I miei avi, fino ai nonni, si sono usurati di schiavitù al servizio di questa specie colonizzatrice, di queste s...

Disfattica

Ho per sempre perso un mio personaggio,  caro caro personaggio. Aveva narrato che senza le guerre mai ci sarebbero stati i progressi della medicina, mai avremmo avuto accesso alle tecnologie odierne che illudono immortalità;  mai, senza conflitti, avremmo solcato lo spazio.  E che senza la guerra, la grande guerra, mai donna avrebbe conosciuto l'emancipazione e questa nuova forma di schiavitù che è il nostro lavoro. Poi aveva narrato che senza le guerre non esisterebbero nemmeno i pacifisti.  Su questa frase è stato ucciso. Per sempre da indignati pacifisti.