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Solo andata

Solo andata - Giovanni Sicuranza Respiri della società protoboscimane e protopigmea si trovano ancora nell'Africa subsahariana dove anche in questo periodo ritorno - non sono andato all'estero, ho raggiunto casa.  Scrivo "società" al singolare perché in effetti i boscimani ed i pigmei occidentali ed orientali avevano molti elementi tradizionali comuni, ricostruiti dall'archeologia, dalla sociologia, dall'antropologia anche con le sue interessanti - e recenti - "specializzazioni" (ad esempio la genetica delle popolazioni* - studio degli aplotipi -la musicoantropologia).  In estrema sintesi, elementi in comune di questa società: la musica, polifonica ed eufonica, priva di gerarchie del canto, con prevalenza di strumenti a fiato e partecipazione di tutti senza schemi prefissati; le forme di sciamanesimo; le guarigioni per suzioni; uso di arco e frecce; i tatuaggi e le scarificazioni.  Le regole comportamentali: orizzontalizzazione rispetto...

Götterdämmerung - Crepuscolo degli Dei

Götterdämmerung - Crepuscolo degli Dei Sole e Luna si cercano, devi capirlo, vogliono proteggersi, sono inseguiti dagli enormi lupi Skoll e Hati, nutriti da Angrboda con il midollo spinale di assassini e traditori della nostra terra. Oggi, vedi, i predatori sono più vicini di ieri, molto di più, e domani, forse, basterà poco, un ultimo slancio. Poi le fauci dei lupi si chiuderanno a stritolare la vita. Il sangue di Sole e Luna si riverserà sulla Patria nostra, le stelle cadranno dal cielo e Fenrir, il lupo sommo, legato dagli Dei con Gleipnir, il nastro di seta dei Nani, tornerà infine libero, tanto furioso e devastatore da fare amare la morte. Così periranno Odino e Thor e Heimdall e Tyr, così avrà fine il nostro mondo millenario. Lo chiamano Götterdämmerung, tutto questo, figlio mio, e durerà secoli di buio e di sangue, fino alla comparsa di una donna, che chiamerete Lif, e di un uomo, che chiamerete Lifthrasir. Non farete loro del male, non più, perché nella loro...

addì d'agosto duemilaquindici

addì d'agosto duemilaquindici Caro Leopoldo, come puoi immaginare, me ne sto a scrivere il nuovo romanzo sulle musiche di Lavrange e della nostra strega, e a volte la trama ha un vuoto d'aria; nessun problema, anzi, è un bene, perché approfitto della mancanza di ossigeno narrativo dei miei personaggi, della loro mutacica attesa, per ringraziarti.  Sono ancora estasiato per la cena che hai offerto a noi ospiti negli echi dell'Albergo dei Tre Atti.  Già per la vista sulla vallata del cimitero, la tua struttura merita il massimo voto su Trip Advisor e, stanne certo, così come adesso mi permetto di condividere la mail sul mio profilo, faccio sempre quanto possibile alle mie limitate capacità espressive per pubblicizzarla in ogni dove e l'oltre dove del web.  Sai che riesco meglio in altre forme d'arte che non con le parole, ma non posso dare il buio a questa notte se prima non ho placato il mio entusiasmo, anzi, la mia eccitazione.  Hai fat...

Oltre le attese

Lascio i miei personaggi in compagnia delle vostre letture;  li trovate tra queste ombre:  http://sicuranza.blogspot.it/ e tra queste:  https://www.facebook.com/Scrittura.Sicuranza/photos_stream surreal oil painting by Paco Pomet (vd.  http://pacopomet.es/en ) In attesa di “ Sotto la terra qualcosa campa ”, se volete visionare - e persino acquistare - le mie opere ad oggi edite, suggerisco di cercare “Giovanni Sicuranza” negli store on-line di libri (e-book e/o cartaceo) Grazie e buon residuo di estate. Giovanni Sicuranza 

Attese

Attese  da “Sotto la terra qualcosa campa” – Giovanni Sicuranza Pic, pic,  pausa pic Piccoli passi sul vetro, questa pioggia fragile e spaventata giunge dopo settimane di afa al capezzale del paese.  Non ce la fa, è tardi, dice la donna all’uomo e tutta la frase ci sta, lenta, tra una goccia e l’altra. L’uomo sa che non sta parlando della pioggia e stringe forte la maniglia della finestra, la stringe e vorrebbe fare lo stesso con la morte. Lui, un giorno, l’hanno chiamato Meridiano ed ecco come lo conoscono, con il ventre che si tende ad arco tra i poli del corpo massiccio, un omone così tanto, che quando la Benedetta lo aveva scelto come sposo, al paese si scherzava, “Ti sei fatta attrarre dalla sua forza di gravità”, e la Benedetta ci stava e rideva e pensava che un mondo ha bisogno di una luna per rimanere stabile.  In questi giorni, però, le lune non bastano ai mondi e i mondi smarriscono le lune. Non voglio vederla, dice Meridiano....

Il mio incipit (riedit)

Il mio incipit - Giovanni Sicuranza Nel buio della notte, Charles Pierre Sicuranzaire si ferma.  Le mani sembrano ragni albini, inermi, tra le zolle alfabetiche della tastiera.  Quando apre gli occhi, e li inarca fino alla prima riga del word, il petto si dimentica di respirare.  " Nel buio della notte ", pensa, " Nel buio della notte ", ridonda. E si affloscia, il mento una circonvoluzione di grasso sul petto, le mani che crollano, come rami spezzati nella tomba delle tasche.  Un repentino calcio a tutte le righe successive ed è questo che vuole, rimanere solo, solo nel bianco della pagina.  - Mi rifiuto di continuare - dice - "Nel buio della notte", ma che incipit è? Andrà bene per i romanzi da vetrina, i "consigliati",  i "consumati", quelli già dimenticati in una settimana.  Charles Pierre Sicuranzaire  si umetta le labbra, la lingua bianca come le mani, come le righe cancellate.  - Dai, sono un personaggio ...

Muori e lascia vivere (riedit)

Muori e lascia vivere * - Giovanni Sicuranza Esci dalla mia terra, veloce come un brivido, porta con te i vermi e le conchiglie di pelle defunta.  Lui mi guarda, ci prova almeno, si volta dal sentiero di ghiaia, dal gemito di morte che è la sua nuova strada senza tempo, e quando le paludi delle iridi bagnano le mie, affonda una falange nel naso.  Faccio no con la testa e sollevo il fucile sopra le spalle, Il tuo cervello è sulla parete, sopra il nostro letto, sorrido, Quel poco che hai avuto, almeno.  Ah, fa lui e un qualcosa nelle orbite sembra dargli luce. Un piede sul sentiero, l’altro nella mano. me lo lancia, prendo la mira, il cielo esplode e ossa e frattaglie si aprono a ventaglio nel tramonto.  Piove morte, sbuffo, è ora che ti incammini.  Lui cerca di mordersi il labbro inferiore, poi ci prova gusto e passa al mento.  Ti prego, non qui, gli dico, anche da morto riesci solo a mangiare, mai un pensiero per me, mai una mano per...