Belle époque - Giovanni Sicuranza Ah, così mi chiedi di offrirti un giro di assenzio. Accomodati, forza. Dici che sei uno scrittore, ma io ti sento solo parlare, e, sì, ho capito, dici che hai bisogno di andare oltre, anche oltre te stesso, per ritrovare i tuoi personaggi. Hai smarrito l’ispirazione, dici, però secondo me nemmeno sai espirare. Mi sembri arido, forse morto, e te ne stai qui, pesto come un masochista in una gang band, e mendichi il mio assenzio. Allora, scrittore senza respiro e senza fantasmi, sai cosa, c’è che questo è un liquore al gusto di anice, gradevole, vedi come riflette il verde sul mio volto. O forse è il mio volto ad avere il livore della morte e a colorare la bottiglia, cosa ne pensi? Ti piace come inizio per un nuovo racconto? Comunque, sì, l’assenzio andrebbe conosciuto meglio, almeno quanto noi, che lo abbiamo bevuto fino all’agonia dell’ottocento. Dicono che quella era l’epoca bella, l’evoluzione moderna dell’uomo, e invece sono deliri, è una vo...