Nessun caso per il commissario Massimo Riserbo romanzo - incipit - Giovanni Sicuranza Ascolta, la pioggia che è rabbia sulle vetrate della tua cucina e il cuore, ascolta il tuo cuore, batte rintocchi profondi, bassi, inutili per quelli come te, che non conoscono vita. Siete una sinfonia gotica, pianoforte e grancassa, pioggia all'imbrunire e cuore nero di malinconia. Ascolta, Massimo Riserbo, dopo potrai pensare ancora alla tua ansia, al tuo essere personaggio, alla follia dell'esistere in prosa e, magari, persino recensito. So cosa vorresti dirmi dei recensori, tutti; nel bene e nel male, è per causa loro che non volevi tornare; credi che siano i parassiti dell'autore, perché, quando ne elogiano un libro, e quando lo stroncano, vivono comunque riflessi dell'opera, ne hanno bisogno per riprodurre la propria esistenza all'attenzione dei lettori; questo ricordi, e, tum, il cuore va più veloce, e la pioggia è incupita dal coro dei tuoni, ma adesso basta...
percorsi a singhiozzo nella landa di Neurotopia