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Dire, fare, baciare, lettera, testamento

Dire, fare, baciare, lettera, testamento - Giovanni Sicuranza   Il reverendo con un unico braccio, sollevato, rigido, con il dito teso a indicare il mondo al di fuori del cimitero, è come un albero morto, secco sull'erba feconda tra le lap idi. Il dito è vecchio, fragile, tremulo al vento che sbuffa da mesi sul mondo. Sono tutti morti, dice, e anche se i suoi occhi sono secchi di lacrime, avverti la sua voce che geme, senti le fratture di ogni parola, e capisci che il baratro dopo, per quest'uomo smarrito, è il suicidio. Tutti positivi, guardali, contagiati, contagiosi, barcollano per cercare ciotole di aiuto, ma non ce la facciamo; il dito crolla esausto lungo il fianco; signoreiddioperdonaci, non ce la facciamo più.  Ti incammini verso la cripta, perché non hai più nulla da dire, nulla da fare, e nessuna persona da baciare, se non vuoi essere il prossimo; ti è rimasta solo la lettera, questa stampa del Ministero con le Circolari per isolare i malati, e, dopo, fors...

dal web

Esumazione di incipit Scelgo " Formato cartolina ", che leggete nei post precedenti, ad incipit dell'opera " Sotto la terra qualcosa campa ".   Lo scheletro è formato e qui ne ripropongo la struttura: http://sicuranza.blogspot.it/search/label/anteprima%20di%20romanzo%20di%20Giovanni%20Sicuranza   Sulla carne, intorno, ci sto lavorando. Sangue? Sì, c'è (mai abbastanza, direbbe il mio amico Vlad III di Valacchia), ma la carne ha bisogno anche di tendini, muscoli; e pelle, integra o lacerata che sia.   Grazie, intanto, a chi sta leggendo; grazie a chi diffonde le voci della mia narrativa oltre la bottiglia.    Giovanni Sicuranza

Rigatoni

Rigatoni Dieci righe da:  1) "Storie da Città di Solitudine e dal Km 76":  http://scrivi.10righedailibri.it/storie-da-citt%C3%A0-di-solitudine-e-dal-km-76 2) "Ritorno a Città di Solitudine":  http://scrivi.10righedailibri.it/ritorno-citt%C3%A0-di-solitudine 3) "Lungo il vento":  http://scrivi.10righedailibri.it/lungo-il-vento 4) "Polvere di silenzi":  http://scrivi.10righedailibri.it/polvere-di-silenzi Io avrei scelto altri brani, è certo, come è certo che, in presenza di diverse selezioni, avrei commentato allo stesso modo.  [immagine: fotografia di Igor Voloshin, 2009]

Nei boschi

Formato cartolina * - Giovanni Sicuranza L'alba dopo, lì dove tace la casa, sono i canti degli uccelli a riempire la morte.  I colori del cielo scivolano pigri sul tappetino di benvenuto, oltrepassano la soglia e si adagiano sui corpi languidi. Erano donna e uomo e adesso è tardi per conoscerli; nelle profondità dei tagli lungo i polsi hanno nascosto la loro identità, nel sangue emigrato sul letto c'è l'eterno esilio di ogni perché.  Primo giorno di primavera, questo risveglio dei sapori e della terra e del cielo; quando il sole se ne va dietro la casa, e inizia a scendere dalle montagne, i corpi distesi già si trasformano in altro, richiamo per insetti e per qualche predatore che lascia il letargo.  E' un mormorio di vita, questo scorcio di morte; di cose che ci sono e che, quando smettono, cambiano aspetto.    * dal libro "Sotto la terra qualcosa campa", @Giovanni Sicuranza, 2013-2015 [immagine "La bella addormentata nel bosco...

Lucciole

Lucciole - Giovanni Sicuranza Qualunque storia brucia in fretta; sui social network, lo sai, la condividi e già ci aspettiamo che altro prenda il suo posto; siamo catene di montaggio del copia e incolla.  Le spalle alla finestra, l'uomo parla adagio alla ragazza; lei, seduta di fronte, è costretta ad abbassare lo sguardo per proteggerlo dal fuoco dell'imbrunire.  Mi dispiace, continua lui, non metto in dubbio il tuo talento, mia cara, ma, vedi.  No, guardi, ci sono diecimila persone, inizia lei, rauca, guardi, seguono la mia pagina, tutte.  Lui scrolla le spalle, un gesto veloce a liberarsi da quelle esili parole. Te lo ripeto, mia cara;  pausa; la grande mano dell'uomo cala sul monitor del portatile, lo soffoca sulla base, interrompendo il collegamento ad internet;  non discuto su come scrivi, il punto è questo, il punto, fissatelo in quella testa esplosiva, è che non avrai recensioni, non avrai nemmeno dignità di scrittrice tra chi t...

Mani

Mani - Giovanni Sicuranza A mani in tasca, meste in un soprabito colore cenere, l'uomo se ne va. La testa china sotto pensieri densi, affannati come banchi di nebbia, nemmeno mormora addio alla donna che piange. Ne fa scivolare i gemiti lungo le pieghe del soprabito, fino a quando cadono, spezzati sulle mani rigide, gonfie, dentro le tasche. Così lascia la donna, la lascia accucciata nel fango , a svuotare carne e sangue dai polsi mutilati. [immagine: " Uomo di spalle ", acrilico di Antonio Triventi]

A pelle

A pelle - Giovanni Sicuranza   Indossa bottoni neri ai polsi. Uno a destra, uno a sinistra. Niente polsini. I bottoni sono disegnati sulla pelle, indelebili e bui, gonfi sopra i profili pesanti delle vene. Indossa sempre i soliti bottoni ai polsi. Un giorno, forse, si deciderà ad aprirli.