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Menestrelli gotici

Polvere di Silenzi - Onde

Polvere di Silenzi – Onde Giovanni Sicuranza C’è una lunga fila di pali bianchi sul molo. I pescatori dicono che si scorgono a miglia di mare, ma è solo per dare importanza alla spiaggia di Sotto Sotto, piccolo singhiozzo di sassi rigurgitato dalla faglia dei Tremonti. Durante il giorno, esiste e non esiste, sui capricci della marea. Un faro non c’è mai stato, nonostante le petizioni dell’onorevole Cesare Restauro, che il Signore l’abbia in gloria, uomo tutto di un pezzo. E grazie ai silenzi dell’onorevole suo figlio, Massimo Restuaro, che il Signore gli insegni almeno a rispettare le cripte cimiteriali, invece di violarle strappandone tappezzerie.   Massimo Restauro al momento è palo tra i pali. Lungo e immobile sul molo, avvolto in un cappotto bianco, sembra scrutare l’orizzonte, dove gongolano figure piccole e scure di imbarcazioni da pesca. Sa che la gente mormora a causa di questo strano trasloco. In effetti, visto dall’esterno, spostare la pregiata tappezzeria di famiglia d...

Polvere di Silenzi - Respiri (II)

Polvere di silenzi– Respiri (II) Giovanni Sicuranza La suola è usurata dalla frenesia dell’uomo. Da ore il piede striscia sul pavimento della stanza, stordito, avanti e indietro, stop, indietro, stop, avanti e indietro, avanti L’uomo è tormento che tenta di ricordarsi. Lo specchio dell’armadio non lascia messaggi, solo echi di un letto a baldacchino, di pareti incrostate. E brandelli di tappezzeria. Il balcone non si apre, anche se la maniglia funziona e gli infissi non hanno segni degenrativi. Non si apre, perché le sue mani non riescono ad afferrare null’altro che aria. Aria stantia. Aria di morte. Aria morta. La suola aderisce al suolo, finalmente ferma, inclinata verso l’interno del corpo, dove la pressione del cammino è stata maggiore. Non si sente più il fruscio del passo. Silenzio. L’uomo ha visto dov’è finito l’altro piede. Il colore nero brillante della scarpa risalta tra le camice bianche del cassetto dischiuso. Scarpa e piede, fino a metà gamba, un capo modello ...

Per sempre

Per sempre - Giovanni Sicuranza Mi piaci,   di petali sudati lungo la schiena. Mi piaci, nebbia di nylon sulle tue gambe. L'unghia rossa ancorata alla nuca. L'occhio giocoso se mi cerchi. Mi piaci. Quando estrai la mano dal suo stupito cervello. E sai che io, riflesso di specchio, sono con te.

Benvenuta, complice (riedit)

Benvenuta, complice - Giovanni Sicuranza Mi alzo dal suo letto e tu mi vesti, veloce, infranta di cielo. Lei giace, dissolta come altre in notti di passione. Tu, complice, ancora stesa sui suoi profili, sudati di rosso. Sposto il fruscio delle lenzuola, piene di vita insanguinata, masticata tra coltelli. So che hai visto tutto, luna complice, e che senti, fin lassù. La morte non è silenzio immoto,timore di noi piccini, ma vita che nel sublime si trasforma. Il tuo occhio nel cielo, sospiro di amanti, canto di ubriachi, è in realtà opaco e grigio. Un sudario sporco di terra sui nostri sussurri di morte.

Spettabile Commissione

Spettabile Commissione  -  Giovanni Sicuranza Mi chiedete perché ho deciso di fare domanda.  Eh, beh, non per il vostro sguardo.  Scusate se mi permetto, ma voglio essere sincero.  Tanto, prima o poi verreste a saperlo. Dovete fare un'indagine sulla mia vita, su ogni persona a cui sono legato, vero?  Beh, ne conosco un paio che sarebbero liete di raccontarvi l'episodio, eh, eh. Ehm, scusate, ma pensare a mia cugina Ofelia e a mia madre, mi spinge a vette di sarcasmo. Loro non credono che io sia capace, che io sia mai stato un capace.  No, no, tranquilli, sapete che non sono invalido, altrimenti non sarei qui, davanti alla Spettabile Commissione per gli Accertamenti della Disabilità. Forse Ofelia e mia madre, nella testa, eh, eh.  Sì, chiedo di nuovo scusa, sono un po' nervoso. Del resto, per noi giovani medici entrare nella Spettabile Commissione mica è roba da niente.  Allora, ecco, dicevo che ho fatto domanda, anzi, no, ho deciso ...

Vita

Vita   Giovanni Sicuranza Aggrappati alla mia memoria. Stai cadendo in pozzi di oblio.