Specchio delle nostre brame - Giovanni Sicuranza Quello sguardo, io non lo sopporto più; è lungo, penetra come un ramo, mi uccide, è gremito di spine. Non pensarci, le dico, la abbraccio e la stringo al petto mio, adesso non pensarci. Invece lei ci pensa, piange, e, quando infine si placa e diventa ombra nella notte, accanto a me, in questo nostro letto di rughe, il suo respiro è caldo, libera rantoli e bolle di paura. Mai ho amato così una donna, penso, lo penso fino a quando la campana della chiesa batte tre rintocchi, lenti, lunghi, sul cimitero dei nostri giorni, mai più amerò così un dolore di donna. Poi mi alzo e copro gli specchi di casa con drappi neri. Riflesso dopo riflesso, li annullo nel buio del tessuto, li trasformo in buchi neri dove l'orizzonte degli eventi è la speranza di un'agonia serena. Faccio questo ogni notte, cauto, silenzioso, mi chiedo se basterà a fermare Eleonora, il suo cercarsi nello specchio, questo suo ghermirsi con gli o...
percorsi a singhiozzo nella landa di Neurotopia