Lacrimosa (riedit) – Giovanni Sicuranza La prima volta che ho raccolto un suo vestito, Lacrimosa aveva cinque anni. È un’età in cui il pianto uccide e fu proprio questo che mi fece; dicono che una scelta ti cambia la vita, ma nessuno aggiunge che, se ti cambia la vita, allora ti cambia anche la morte. Da quel giorno il mio respiro è rimasto annichilito nella disperazione di Lacrimosa. Guardavo il cielo, quel giorno, inseguivo gli sbuffi grigi delle nuvole, e per un attimo mi sembrò di assistere alla caduta di un aquilone ferito; invece era la gonna gialla e rossa che Lacrimosa aveva indossato alla festa della scuola materna, leggera, con sentieri tortuosi di gelati e cioccolata. Io alla festa ero rimasto in un angolo, silenzioso tra gli ignorati, a perdermi nelle danze proprio di quella gonna. E rieccola, fruscio dal terzo piano, dalla stanza di lei, tra i giochi delle sue piccole mani, troppo piccole per resistere al vento, fino a quando il vento se la prese ...
percorsi a singhiozzo nella landa di Neurotopia