Chiave di violino - Giovanni Sicuranza Ero in veranda, imprecavo. Un pugno a fendere l'aria, scosso verso il cielo, e f orse ho esagerato, perché piove da tre giorni. Il vicino, invece, niente. Non smette di suonare il violino. Il soffitto si apre come terra riarsa, le fenditure si allargano, si allungano, si intersecano e scrivono parole di altri mondi. Tra poco mi crollerà tutto addosso, tetto, vicino, pioggia. E i fantasmi. Sono loro che scrivono sopra la mia testa, è chiaro, altrimenti perché non riesco a decifrare i segni delle crepe? Esco in veranda, un fulmine frusta il faggio di fronte, il fuoco e la pioggia diventano un dipinto furioso. Entro di corsa, mi accuccio tra il letto e la pila di riviste sulle città aliene, e tra tutta la cacofonia di tuoni, fiamme, pioggia, in questa miscela di caos, il violino suona a nota alta. Il suo lamento è come la voce dei fantasmi. Non ci sono altri strumenti...
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