Il passo breve della notte - Giovanni Sicuranza Già è buio, nonostante la primavera e l'ora legale, e il buio è già denso, nonostante il lavoro iniziato presto. L'orto si inclina appena verso la vallata del cimitero e lei sente la mano pesante, dolente, come un fantasma venuto a reclamare quiete. Lascia cadere la vanga sul campo di asparagi e si avvicina all'odore acre del marito. - Caro, mi sa che ci siamo spinti oltre. Non guarda lungo la vallata, sa che nemmeno lui lo sta facendo, lo sa anche se riesce a scorgerne solo un profilo di penombre; penombra morbida della sua barba, penombra tagliente del suo naso. Nessuno di loro ha voglia di guardare una notte cieca. - Sì, il tempo è volato, come in un racconto. - Dici che avremo fortuna? - Con l'orto? Pausa. E' una notte piena, questa, così piena da non lasciare respiro ai suoni. L'uomo si volta verso il chiaro-scuro della moglie, le offre una mano. La moglie la acc...
percorsi a singhiozzo nella landa di Neurotopia