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Visualizzazione dei post da Luglio, 2016

Liberazione

Liberazione *

Nel millenovecentoquarantaquattro, a due passi dal quarantacinque, mi fermai.  Guardai cauto in giro, corpi gonfi a destra, corpi aperti a sinistra, e feci questo, allargai bene le gambe, un piede oltre il confine, e, anche se non c'era più motivo di prudenza, rapido abbassai la lampo e liberai la vescica dall'oppressore. Rimasi così, sulla bandiera che si arrampicava fino al tetto del Parlamento, appena nata e già tanto grande da promettere Europa, ad ascoltare il gorgoglio fetente del piscio, mentre abbandonava il campo e si disperdeva nella terra sudata di sangue. 
Urlai sì, sì, sì, e intorno a me la gente piangeva e la gente rideva. Fu un momento intenso, per me pieno, vuoto per la vescica, in cui ritrovammo il significato denso della liberazione.  

* dal romanzo "Nessun caso per il commissario Massimo Riserbo" @Giovanni Sicuranza

Lettera da Nostra Signora della Fossa

Sulla mia bacheca Facebook - vd. facebook.com/giovanni.sicuranza  - ho scoperto che persino Nostra Signora della Fossa ha letto il romanzo "Sotto la terra qualcosa campa". 
Si tratta invero del parere di una lettrice, che mi onora molto e che qui condivido: 
"Ho letto il tuo romanzo gotico irrituale, caro scrittore Giovanni detto il Sicuranza. Spero che nello scrivere tu abbia sofferto le pene del parto visto che pretendi dal lettore impegno e costanza pari solo ad un atto d'amore. E mi hai costretta a vagare fra i tuoi capitoli senza uno straccio di traccia che potesse indurmi a decifrare una mappa di lettura. Nel tuo scritto di luce c'è n'è poca ed è fioca. Riflesso di luoghi innaturali. Mi hai accompagnata per mano in un vociare di personaggi innumerevoli, fino al confine del baratro di quella Fossa. La Fossa che nell'immediatezza ho pensato comune, perché volevi indurmi a farlo. Ma poi ho capito che tentavi di sviarmi. La Fossa di cui parli è la profondità…

Streptococcus fecalis

Streptococcus fecalis* - Giovanni Sicuranza

Sai cosa faccio, gli dico, sai cosa faccio adesso, e lui mica smette.  Si è messo di traverso sulla sedia, una scrivania vuota, tipo tabula rasa, tra noi, e mi fissa, il triplo mento cascante a un soffio dalle vesciche che usa come mani, mi fissa e tace, la faccia da rospo gonfia di sorrisi.  Ti immagino mentre caghi, gli dico, ecco cosa faccio. Così, occhio nell'occhio e dente nel dente, provo a immaginarlo mentre è seduto sulla tazza di un cesso, mentre si sforza, mentre suda e si sporca.  Non è una novità, lo faccio ogni volta che qualcuno lacera la carta velina della mia autostima, già, vado oltre la percezione visiva del momento e mi godo la scena del tizio che caga, giusto per togliergli un po' di potere e renderlo umile tra gli umiliati.  Cioè, ci provo almeno, perché ogni tizio arriva e mi fissa in quel modo, sempre in quel modo che rende miseri, che getta nello sciacquone le mie fantasie di rivincita.   Ecco cosa ti faccio, ti facc…

Lapidario

Le doglie, le morti e i tessuti,  dentro e sopra la pelle.  Se conoscete l'odore dei miei personaggi,  non limitatevi a sopportarli. 

Supportateli qui:
http://ilmiolibro.kataweb.it/utenti/55518/giovanni-sicuranza/

Grazie - anche a nome della loro lapide.  Giovanni Sicuranza

Dissenzio

Come chiazze su tela di lino, ci sono libercoli che si spargono su pregevoli store on-line:
http://www.lafeltrinelli.it/ebook/giovanni-sicuranza/pneumachia/9788892316935
http://www.ibs.it/ebook/giovanni-sicuranza/pneumachia/9788892316935.html


[immagine: "La bevitrice di assenzio", Picasso]

Fermacarte

Diable e controdiable, ilmiolibro informa che la versione cartacea della quarta edizione è di oltre 400 pagine.
Non ho notizie del formato e-book, ma, dico, ho scritto un tomo, l'ideale per l'estate, pesante abbastanza per tenere fermi biglietti, scontrini, pass, buoni-aragosta e piadina-omaggio sotto il vostro ombrellone.
Per cui, forza e foraggio, compratelo.

Bibliodecadenza

Vi condanno alla ridondante informazione.
Da "Pneumachia": 
"HardWare
Innanzitutto la scansione.  Non voglio trovarmi con un virus addosso, durante, dopo, chissà quando. Sono fetenti, questi virus, un giorno te li prendi e solo un mese dopo te ne accorgi; peggio delle trojan incontrate ad oggi.  Lei, però, sembra diversa, la scansione mi informa che posso procedere ad installarmi, allora le clicco “apri”, mi connetto dentro e ci facciamo il download totale, senza intoppi; insomma, anche se a volte il mio browser è troppo veloce, questa volta andiamo alla grande verso la condivisione del bios.  I nostri sistemi operativi risultano compatibili, è una notizia da sballo.  Se salvare il nuovo documento con nome, oppure gettarlo nel cestino, lo decideremo poi.  Lei sussurra di sentirsi già scheda madre, ma chi se ne frega, dico io; e così facciamo, installiamo gli aggiornamenti e ci riavviamo."


Giovanni Sicuranza. Bibliodecadenza
2006: "maschere" (Giraldi Editore, Bolo…

Pneumachia

Pneumachia

Dopo avere toccato il fondo con il romanzo "Sotto la terra qualcosa campa", sperimento a quale profondità abissale riesco a condurre la dignità della poesia. 
Da oggi "Pneumachia", in anteprima e vendita - e-book e cartaceo:
http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/poesia/260245/pneumachia/
Solo su "ilmiolibro.it".  Per non offendere, oltre questi i confini, il bello della poesia.

Dipinti

Dipinti - Giovanni Sicuranza

La ragazza ha la pelle bianca, davvero tanto bianca; la osservo lungo la finestra fragile della fabbrica e penso che sembra uscita da un processo di galvanizzazione con il latte.  Accanto a lei giace il binario. Da quanto tempo è morto, io non so.  Non vedo più treni dal boom economico.  E' rigido, il binario, di quel colore scrostato come capita alla carne in epoche di putrefazione.  La ragazza invece mi piace.  Sembra anche un dipinto di natura morta.  Neve su tela.   Così le diceva mio nonno.  Ricordava della ragazza giunta alla stazione durante le ultime agonie della guerra. Era il maggio 1945, diceva nonno Primo ad ogni anniversario della nostra sopravvivenza, io portavo i calzoni corti e le ginocchia storte, mica queste idiozie sformate che indossate adesso.  La ragazza si fermò accanto al binario del treno merci, l'unico del nostro paese, sempre in ritardo, sempre pieno di animali della nostra specie.  Disse amore mio, mio piccino, la sentimmo tutti, no…

Sotto la terra che si trasforma

Buongiorno.  Ho appena preso contatticon Youcanprint-Borè srl per la correzione bozze, l'edizione, la distribuzione nelle librerie fisiche e on-line principali, secondarie e dimenticate.  Entro settembre il romanzo "Sotto la terra qualcosa campa" assume veste professionale ed entra con dignità nelle vostre case. L'avete invitato, vero? 
Al momento, per chi vuole, valgono sempre anteprima e  prevendita sul sito ilmiolibro.it (http://ilmiolibro.kataweb.it/libro/narrativa/260803/sotto-la-terra-qualcosa-campa-4/)


"Io sono la mia casa.  Le fondamenta. Le mura.  Sono i rivoli delle crepe cresciute negli anni, aperte in finestre da lugubri architetti.  Io sono il buio nel silenzio,  erto sulle paludi della memoria. Ricordi e emozioni, arredamenti pignorati.  La mia casa è vuota,  io sono la mia casa. La carne putrescente, le mie ossa giacenti. Io sono la mia casa,  di vita sfrattata. *** L'alba dopo, lì dove tace l’albergo, sono i canti degli uccelli a riempire la morte.  I colori de…