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Visualizzazione dei post da 2017

Sulla collina

Sulla collina - Giovanni Sicuranza

Alla vigilia della morte l'uomo invecchiò. Fece un pugno con le schegge della memoria, lo trascinò dentro una busta, ne leccò i lembi, cercò un ricordo di labbra amate, tossì, scrisse "a chi rimane", sorrise, e dimenticò la busta nei fuochi fatui del camino. Prese le gambe, le distese alla meno peggio, ché vento non c'era, e, passo mordi passo, se ne andò dentro le dimore di un cimitero.

Carne di Agnello

Carne d’agnelloGiovanni Sicuranza (dal romanzo “Carne di Agnello” di Giovanni Sicuranza)

La morte è solo una malattia della pelle, dice Joshua, voi lo sapete.  E’ vero, noi, con la pelle a squame nere che cade nell’autunno delle strade, lo sappiamo bene.  Lui invece è nei secoli l’elite della resurrezione.  Bello, profumato, integro; insomma quasi integro, non fosse per la breccia sul costato, lì a destra, dove emergono blop blop schiumogeni, che si gonfiano, esplodono a raffica ad ogni sua parola, nemmeno fosse la schiusa seriale di uova di lumaca, la più intensa prima di un’estinzione.  E queste piccole sorelle che salviamo oggi, le vedete, tutti voi le vedete, sono come già morte.  Affonda le mani nel collo di una delle seicentosessantasei pecore, quella che si trova al mio fianco e che non smette di fissarmi con occhi confusi da quando l’abbiamo liberata dal mattatoio di Pasquale d’Agnello e portata qui, sulle colline, con le altre, e dove adesso ce ne stiamo radunati tutti, io, gli a…

Tempo di resurrezione

Dice che è tempo di resurrezione; sospira e poi, cauto, dice anche che ognuno di noi può farlo. Basta desiderare la Narrativa, così dice; hai presente, vero?, quella che rimane dopo che l'hai seppellita sotto migliaia di libri da facile consumo. "Basta smettere di fare il braccio corto", dice,
lento,
mentre gli chiudono la bara sopra il respiro,
"E' tempo di allungare la tua fragile mano sotto la pelle del cimitero, di impregnarla di humus e penetrare, penetrare fin sotto l'ascella, di non fermarti fino a quando avrai esumato il libro e scoperto che anche Sotto la Terra Qualcosa Campa. Poi è già cadavere per il mondo, ma al confine tra questo evento e il divenire memoria, ti lascia i percorsi in cui scavare:
http://www.lafeltrinelli.it/libri/giovanni-sicuranza/sotto-terra-qualcosa-campa/9788892625372
https://www.ibs.it/sotto-terra-qualcosa-campa-ebook-giovanni-sicuranza/e/9788892630130
http://www.mondadoristore.it/Sotto-la-terra-qualcosa-campa-Giovanni-Sicuranza…

Mater Mortis

C'è una volta

"Una volta, in un tempo chiamato inverno, la montagna scese a valle.  Era gonfia di piogge e di tombe e corse a lungo con il gorgogliare profondo dello stomaco di un gigante. Portò con sé nuvole e alberi e animali, si prese persino le antiche nebbie che accoglievano gli ultimi respiri degli anziani e le spinse giù, veloce, feroce, una transumanza sovrana che non volle lasciarsi dietro nulla.  Quando giunse in pianura, e decise di fermarsi, il paese di Lavrange non esisteva più."
[dal romanzo "Sotto la terra qualcosa campa" di Giovanni Sicuranza]

Nove specchi

Dopo "Sotto la terra qualcosa campa".
Dicono che torna.


Uno specchio Due specchi  Tre specchi  Guarda la Signora della Fossa con un artiglio lungo il fianco  Quattro specchi  e una verruca sul naso. Cinque specchi Sei specchi Sette specchi La Signora attraversa il riflesso del mondo Otto specchi Nove specchi e l'artiglio è nel tuo fianco.

tratto da ...

"Il cuore?  Certo che è chiaro a cosa serve.  Il cuore serve a morire."

(dal romanzo?)

Restilyng

Vediamo se così riesco a convincervi: 

"1°
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Benvenuti a Bonapaglia

Benvenuti a Bonapaglia - Giovanni Sicuranza
Bonapaglia è l'unico paese a circumnavigare l’equatore,  costruito proprio lungo tutta la linea che spezza in due il mondo, e da una parte se ne sta il Nord, e dall'altra, sia ben chiaro, il Sud.  Bonapaglia è il filo interdentale dei residui organici, gli scarti sociali senza terra; devono passare su questa linea prima di finire in basso, tutti, digeriti nel caos del meridione terrestre.  Sì, proprio Bonapaglia, il luogo di frontiera, dove la gente non può uscire dalla linea equatoriale senza permesso, e allora cammina un passo avanti l’altro, come equilibrista da circo, le braccia distanziate dal corpo, aperte in fragili movimenti sussultori, sussurri d’aria che chiedono di non perdere l’equilibrio.  Bene, adesso hai capito dove stiamo andando, e saprai anche della sfortuna di questo posto; insomma, chi non conosce la Legge dei Sempreverdi che, per dissuadere i confinati del Sud dall’invadere il Nord, per evitare contaminazioni, hanno …

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Profilo professionale di Giovanni Sicuranza: 
https://www.linkedin.com/in/giovanni-sicuranza-92975034/


Frammenti

L’uomo che guida non conosce la strada.  Ride e riempie di punti esclamativi l’aria lacerata dalla moto.  Successo e guadagno si rinnovano ad ogni semaforo proletario; sente il sospiro dei perdenti fin dentro l’orecchio; è un bacio che entra nel cuore, lo assaggia, è l’eccitazione della conquista.  Lui e il cellulare, intimi, sudore, pelle, sudore, microfono.  La bambina che corre oltre il semaforo non conosce la strada.  Oscilla la testa e i lunghi capelli scrivono il tempo della musica.  Non importa quello che è chiuso fuori, lei è dentro l’Ipad. Il ritmo rap è la parabola ultima di questa sua vita piccina. L’uomo e la bambina, uno verso l'altra, eccoli, hanno la sensazione di vedersi, ma è un attimo, solo, rapido, l’impressione sfocata di un mondo estraneo.