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Visualizzazione dei post da 2016

L'uomo che cammina - Magassa

L'uomo che cammina - Magassa ✍️

Ha acceso due sigarette e si è guardato dentro.  Ha allargato le narici per assaporare l'aroma del vecchio che prende fuoco accanto al barbecue, fuso nel barbecue, poi si è allontanato, passi di polvere lenta, una nuvola tra gli stivali di cuoio che danza sull'altra. Non gli piace sentire parlare di Magassa con il tono da saputello che ha usato il vecchio; spera ancora che qualcuno sia abbastanza convincente da fargli credere in quel confine tra nordisti e sudisti, nella dimora dove ogni speranza prende fuoco. Non può essere evaso per niente, dopo avere ucciso il ragazzo con la moto, dopo che al processo gli hanno dato una colpa sconosciuta, lui che è scivolato sulla diarrea di un cane sull'asfalto, non raccolta proprio dal padre dell'investito.  Finire in galera per una cagata, dopo decenni di omicidi nemmeno sospettati, si chiama beffa.  Riuscire a scappare perché il carcere confina con il cimitero, il cimitero affollato da defunti furio…

Lazzo

Lazzo *Giovanni Sicuranza

Mama scruta l’abisso dell’orofaringe di Lazzo, il tempo di conoscere il cocktail odoroso di cibi e segreti putrefatti, e vomita a getto. 
È così che il mio bastardino soffoca nei liquami di Mama, questo mio botolo unico e raro. 
Ha i denti mica sani, aveva appena detto, secondo me è infetto.
Papa le aveva risposto spallucce e allora Mama si era tirata su le maniche della camicia, aveva mostrato alla famiglia appena allargata i tatuaggi con il nome mio sull’avambraccio destro e quello di mio fratello defunto in gotico nero grassetto, a circumnavigare a sinistra.
Te lo scordi che lo chiamiamo Oreste, mi aveva detto, non esiste che diamo a questo botolo il nome di mio figlio;  guardalo quanto è brutto. 
Il cucciolo però sapeva il fatto suo. 

+++

Era salito in macchina mentre Papa acidificava i prati comunali con l’urina e la portiera del guidatore era rimasta aperta sul lato del canale di scolo.
Ma che cavolo, aveva detto. 
Dai, Papa, ti prego, teniamolo, guarda come m…

Il mutaforme

Prima caddero gli aquiloni e dopo giunse la pioggia dei volatili. Coprì le case, le chiese, i bambini tutti, e smise solo quando l'ultimo aeroplano si fratturò tra le strade.  Il fuoco prese le città e gli ipermercati, lì unì in nuove forme e donò all'uomo un odore imperituro e denso di metallo e sangue.  Per mesi e anni, vagabondo dei venti caldi, il fumo divenne cielo e respiro del mondo.   Prima caddero gli aquiloni, te l'ho detto, e a starci attenti sarebbe stato prevedibile.  I loro fili di nylon, così tesi, a migliaia, ovunque, erano gioia per la tua specie e, allo stesso tempo, mossi nel blu, ferirono a morte la gravità. (Giovanni Sicuranza, "Il mutaforme")

Infero agreste - Il mutaforme

Infero agreste (anteprima)

Il percorso Il 31 dicembre 1999, all'imbrunire, con il sole che si affannava tra gli ultimi angoli della stanza da letto, mia moglie spirò.  Non si trattò soltanto di un abisso aperto nella memoria di un uomo, no.  Con la morte di Eleonora, iniziò a svanire tutto il nostro mondo.
C'è un tempo circolare. E' il tempo della semina e quello raccolto, è il ritmo delle fasi lunari. Appartiene al popolo agreste, al contadino.  C'è un tempo lineare.  Ne fa parte il tempo cronologico, dal latte alle rughe, fino alla negazione del respiro, assoluta e permanente.  E' il tempo della Storia, è quello del guerriero. E' il tempo del moderno. Emanazione del tempo lineare è anche il tempo escatologico. Accompagna mistici, religiosi e superstiziosi, dalla Creazione dell'Universo alle Apocalissi. 
Eleonora morì nel tempo circolare, nella sospensione tra ciò che è stato raccolto e ciò che abbiamo seminato.  Io seminai mia moglie, dopo avere distrutto il nostro ra…

Dalla presentazione del 17.12.2016 - La Degusteria

Tempo di best seller

Il tempo dei best-seller [II] - Giovanni Sicuranza

E' come un petalo che cade sulla spalla.  La guardo, questa falange ungueale rivestita da tessuto morto.  Strato corneo ed epidermide mummificata.  L'unghia e la parte di dito che la lambisce. Il resto è scheletro allo stato libero, privo dei legami dei tendini, della massa a scadenza dei muscoli e dei vasi sanguigni.  Mi volto piano verso il cadavere, lungo  questo corpo che si regge alla mia spalla con il ricordo di un dito.  Ho il cuore in tutti i posti, un accelerato che batte in gola, nello stomaco, persino nella vescica.  Intanto ogni frazione di secondo rallenta, arranca, si ferma, attonita su questa scena contro natura.  Devo girarmi su me stessa ed è come fare il giro del mondo.  Lenta come un rantolo al calare della vita, troppo fragile perché ci sia tempo di reagire.  - Sono tornato - dice lui.  - Lo sapevi - aggiunge con una voce che è la sua, ma impastata.  Non si parla a bocca piena. Piena di.  Prima del volto, scorgo la terra …

Dal Nord (riedit)

Dal Nord - Giovanni Sicuranza

Per Assunta le brutte notizie arrivano sempre dal Nord. 
Innanzitutto il lavoro di insegnante. 
Precaria. 
Per ottenerlo deve abbandonare la sua terra e salire su, settecento e spacca chilometri su, oltre i confini della sua infanzia, nelle città delle nebbie; poi deve dire addio ai genitori e mentre il contratto inizia, la vita loro finisce; per tacere della lacrima, lasciata a sedimentare sulle labbra di un amore segreto. 
Millecentodueeurotuttoincluso al mese e un anno dopo, Assunta sposa un noto professionista. 
Del Nord. 
***
Un giorno, si diceva, riusciremo ad amarci. 
Lui però forse non lo pensava, anzi, nemmeno la rispettava. Uno schiaffo quando non era la cenerentola di casa, un pugno sotto le costole, dentro il fegato, quando il suo bigattolo si gonfiava con grugniti in Home Sound System e le sfregava dentro, ovunque fosse dentro. 
All'inizio ringhiava, Assunta, pretendeva spiegazioni, ma l'uomo stimato, quest'uomo che un giorno magari avrebbe…

Sotto la terra qualcosa legge

Sul baratro

Sul baratro - Giovanni Sicuranza


Sul baratro l’uomo non respira.  È un allenamento per prepararsi a morire. Trattieni il tempo e chiudi gli occhi. No, lasciali aperti, questi occhi feriti, e guarda, sei sulla Panoramica, c’è tutta la città, lì davanti, piccola e distante, un corpo vulnerabile.
Uno sprazzo di vitalità che lo sorprende al punto da fargli abbassare le difese. Così l’aria sfonda le narici, stupra la laringe, si appropria dei polmoni.
L’attimo dopo, mentre annaspa con il naso, lo sguardo torna al pulsare delle luci in fondo alla vallata. 
Così vulnerabile, questa città e, lo avresti mai detto, ora è la tua assassina.
L’uomo prova a sorridere e le sue labbra, rigide, non ne vogliono sapere.
Meglio infischiarsene di tutto e abbandonare il corpo sul bordo del baratro, lungo la linea dell'alba. Città canaglia, non riesci a digerirmi e ora mi sputi. Gli occhi cadono, seguendo le dita d'erba che disegnano ellissi appena accennate, leggere. Fragili. - Ti aspettavi gratitudine? – iron…

Figlia di cagne

Figli di cagna - Giovanni Sicuranza

Cazzo se ringhia.
Non c’è guinzaglio a tenerla. 
Ah, come no, potrei anche provarci, ma, ecco, no, ringhierebbe solo più forte.
I suoi muscoli sono lucidi, cosa ne sanno dei vostri sudori proletari.
Ehi, rincoglionito, ti ho visto scuotere la testolina. Ho assorbito il tuo vaffanculo miagolato al nostro passaggio. Inspiro la fragilità ipocinetica delle tue vertebre cervicali e,  dai, credimi,  sarai la sua prossima preda.
Certo, voglia zero di tenerla al guinzaglio,  il prossimo giro sarà sulle vostre teste di saputelli. Solo un attimo, un urlo, e conoscerete come morde.
La mia moto cazzuta.

Dear Lui

"Caro lui,  ho provato a leggere questo tanto declamato book, e mica sa quanto ci ho infilato dentro occhi, e naso pure, e non conosce tutte le sinapsi reclutate in una battaglia impari, bruciate senza nemmeno un nome tra le nebbie di Lavrange e della Strega, i migliori miei neuroni immolati tra queste pagine che lei definisce un capolavoro.  Mi rendo adesso conto del suo trucco malsano: ha usato il termine "difficile" e lo ha unito a "capolavoro" per esaltare un fallimento.  Avrebbe invece dovuto lasciarlo all'inconcludenza insipiente che costringe il Lettore alla sconfitta e alla delusione.   Ora sa, questo è tutto l'impegno che può ottenere da un attento osservatore come me dei fenomeni narrativi.  Il suo libro è deforme, completo nella misura in cui se ne abbandona la lettura, finalmente, e tutto quanto già letto si disperde tra iniziale irritazione e quindi trova riposo, irrevocabile riposo, nell'oblio.  Cordialismi.  Firmato: U. E."

Ascolta

Ascolta la tua Strega nera,  Annuncia l'Era della Fossa.  Siediti lieto al suo baratro,  negli orizzonti del cimitero. Entra con l'epidemia di Lavrange, E' semplice se apri il grande libro.  Uscirne come l'ombra che conosci,  solo questo non ti è permesso. 


Quattrocentotto - 408 - pagine di trama irripetibile, densa. 




Non si narrerà più di librerie senza questo libro.










In tutti gli store on-line, in oltre 2000 librerie fisiche; e-book e cartaceo; Youcanprint-Borè; 2016.






Anche a nome degli abitanti di Lavrange, ringrazio con un inchino chi ha già letto e commentato la prevendita e il primo fragile manoscritto.

Sotto la terra qualcosa campa - prove per il 17.12.16

Dalla prove della presentazione teatralizzata di "SOTTO LA TERRA QUALCOSA CAMPA", romanzo gotico irrituale di Giovanni Sicuranza.

Voce: Sabina Reissa;  Regia e voce: Vittorio Pioli;  Fotografie: Daniela Calanca;  Musiche originali: Mario Longo;  da un'idea di Rossella Fourmph Sproc.


17 dicembre 2016, presso "La Degusteria", Piazza Costituente, Mirandola (MO). La serata è scandita tra cena, musiche e letture tratte dal romanzo.

Dove dimorano i miei libri

Tracce del mio gotico surreale:


1) elenco degli store on-line dove acquistare direttamente i libri: 
http://help.youcanprint.it/customer/portal/articles/1438995-in-quali-librerie-sono-distribuiti-i-libri-di-youcanprint-
2) elenco - suddiviso per Regioni - delle librerie fisiche dove ordinare i libri: 
http://www.youcanprint.it/librerie-in-italia-self-publishing.html
3) punti vendita IBS.it: http://blogs.youcanprint.it/una-nuova-grande-opportunita-i-libri-di-youcanprint-ordinabili-nelle-librerie-di-ibs-it
(le opere sono presenti anche su "ilmiolibro.it")



Adesso, lo sai, tocca a te.

Il sangue e il libro

Il sangue e il libro - Giovanni Sicuranza

Non c'era solo il fiume, quell'inverno.  Spume di nebbia zittivano l'acqua, assolute, tiranne, fino a prendere le montagne sullo sfondo, fino a dissolverne la solidità vecchia di millenni, canuta di neve. Quell'inverno mi sposai sul pontile di marmo, dito teso tra i passi dei vivi e il vento dei morti.  Io c'ero, lei c'era.  Ci unimmo per sempre, la strega del fiume ed io, e fu un incontro pieno di lacrime.  Piangevano gli invitati della sposa e piangevano le donne e i bambini di Lavrange, quelli sopravvissuti all'epidemia almeno, e sospiravano, tutti, anche i miei amici, persino quella roccia di mio padre.  Il fiume si nutrì di nuova nebbia, crebbe e divenne adulto. Fu quello l'inverno in cui il romanzo "Sotto la terra qualcosa campa" ebbe inizio.
***
Mentre lo scrivevo, la mia moglie, ragazza nei secoli, si nutriva di aminoacidi, ramificati come i nostri alberi vigorosi e di foglie denudati.  Diceva che questi …

Natale Nero

"E' il sangue di Nostra Signora della Fossa, che non coagula e non svanisce, oceano primordiale delle nostre librerie."
(dal romanzo "Sotto la terra qualcosa campa", il libro per il migliore regalo di Buon Natale da fare al tuo antipatico vicino, a quella carogna del tuo collega, al parente da cui vuoi divorziare; ordinalo in ogni store on-line; e-book e cartaceo; e se desideri farla pagare a più persone, non dimenticare il libro appendice "Il dipinto")
https://www.amazon.it/Sotto-terra-qualcosa-Giovanni-Sicuranza/dp/8892625373

https://www.ibs.it/sotto-terra-qualcosa.../e/9788892625372
http://www.hoepli.it/.../sotto-la-terra.../9788892625372.asp

http://www.lafeltrinelli.it/libri/giovanni-sicuranza/sotto-terra-qualcosa-campa/9788892625372

http://www.mondadoristore.it/Sotto-la-terra-qualcosa-campa-Giovanni-Sicuranza/eai978889262537/

http://www.libreriauniversitaria.it/sotto-terra-qualcosa-campa-sicuranza/libro/9788892625372

https://itunes.apple.com/us/book/sott…

Sotto la terra qualcosa campa - prove dall'evento del 17 dicembre - II

Si dice dalla Fossa che ogni storia narrata sopravvive alla morte di chi l'ha creata.

Parola

Parola - Giovanni Sicuranza

Una sola parola, ripetuta in successione. parola parola parola  Piena. Assoluta. La sento arrivare fino allo stomaco, riempirlo così tanto che ogni volta il diaframma si blocca, stupito. Quando ricomincio a respirare, la parola torna. Non riesco a trovare il tempo per capire, qui, piegato sulle mie paure, chino sul suolo dipinto di feci.  Attenzione, vernice fresca, si scivola.  Nevicano escrementi dai pipistrelli appesi sopra la mia testa.  Ma non voglio protestare, sono un tipo adattabile, formamobile, e poi rischierei di svegliarli tutti, centinaia, migliaia, e di essere travolto dalle loro ali ubriache di fame e cecità.  Ora basta, silenzio, la parola torna, mi rotola dentro.  Il diaframma si inarca di paura. Tace. *** -Lascia perdere, lo abbiamo perso. - Perché?  - Perché è morto, direi. - Intendo, perché mai lo ha fatto. - Lascia perdere, ho detto, e vai a casa. Il tuo turno è finito sei ore fa e sei minuti e sei secondi prima. - Lo conoscevo. - Non troppo, spero. - Era …

Sotto la terra qualcosa campa - dalle prove della rappresentazione teatrale

Si dice dalla Fossa che ogni storia narrata
è il più intenso respiro di una vita passata.


Nuovo incipit

Nuovo incipit - Giovanni Sicuranza
La tempesta giunse di corsa. 
Scavalcò le montagne, calpestò i boschi, sguazzò nei fiumi con scarponi da bambina, e saltò dentro la valle, gravida di entusiasmo, al massimo della piloerezione. 
Nel paese si bloccò, stupita, stordita, 
smarrita. 
Provò a scoperchiare il tetto di un ristorante, entrò nel cinema, lo sbriciolò, ansiosa. 
E niente. 
Non c'era luce. 
Tutto, intorno, si era fatto 
buio, 
così nero che anche lei si spense. 
Tornò da dove era venuta, le mani in tasca, la delusione in ogni sfiato di energia mentre comprendeva cosa era accaduto.
Di nuovo lui.
Zoppicò davanti all'unica finestra accesa, gli occhi bassi, attenta a non incontrare quelli lucidi di ispirazione dello scrittore, e, come le capitava ogni volta che attraversava l'oscurità delle sue trame, pensò di suicidarsi in una galleria del vento, tutto pur di non rileggere il solito incipit:
"Era una notte buia e tempestosa".

Come ho vissuto

Come ho vissuto - Giovanni Sicuranza

Ti senti mai solo, Dog?  Io dico che più sai di vecchio e più ti fai curvo e, beh, se vuoi la mia opinione, succede perché il mondo ti diventa sempre più stretto intorno. Dog ansima, lo fa da quando me l'ha lasciato mia nipote, che era troppo impegnata per crescere ancora con lui. Mah, sorseggio il solito rosso, tutta l'uva schiacciata alla morte per la mia sete, e mi accorgo di questo culo sodo di femmina che si allarga sul vetro del calice. Allora faccio come Dog, faccio che ansimo e intanto seguo il saliscendi del culo e intanto mi aggrappo al cuore con la mano ancora sana. Non è amore, Dog, alla mia età non più; questo è il dolore di un infarto; ah, certo che sì, sembra di avere ancora il cuore infranto.
pausa, breve, lo spazio appena per Dog che ansima e per me che rantolo 
Va bene, amico, dico. E me ne vado così,  così come ho vissuto.