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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2015

Desideri - Indietro nelle Tenebre

"Desideri", ultimo episodio della trilogia "Indietro nelle tenebre", G. Sicuranza, 1991.
AUDIOLIBRO con possibilità di download gratuito (MP3)
"Desideri" è l'episodio finale del mio progetto di tre racconti uniti da un unico plot narrativo, "Indietro nelle Tenebre".  Finalmente una storia romantica, broccoli e rose, di quelle con centaia, millanta e taranta di gradimenti.  Ah, no, non perdete la conclusione finale, dopo l'episodio; proseguite nell'ascolto del brano fino a scoprire il retroscena delle tre storie.  La finale dissoluzione che unisce una trama all'altra.   A chi segue la mia produzione narrativa questo schema dirà certo qualcosa.  Potete ascoltare "Desideri" in modo indipendente dagli altri racconti - vale per ogni puntata di "Indietro nelle Tenebre" - ma ricordo che la genesi è racchiusa nei precedenti "In onore di Iside" e "Semplice routine". Rinvio pertanto alle condivisioni di ques…

Semplice routine - Indietro nelle Tenebre

"Semplice routine", secondo episodio della trilogia "Indietro nelle tenebre", G. Sicuranza, 1991.


AUDIOLIBRO con possibilità di download gratuito (MP3)
"Semplice routine" è il secondo episodio del mio progetto di tre racconti uniti da un unico plot narrativo, "Indietro nelle Tenebre".  A chi segue la mia produzione narrativa questo schema dirà certo qualcosa.  Inoltre troverete qui l'abbozzo di tematiche riprese e sviluppate nel successivo romanzo "Quando piove" (Montag Editore, 2010) La qualità audio dell'unica copia incisa su nastro non è ottimale, e la riproduzione in Mp3 ne risente; a mio avviso è davvero un peccato, perché considero questo episodio - d'accordo, con il successivo "Desideri" - il meglio riuscito delle serie.  Potete ascoltare "Semplice routine" in modo indipendente dagli altri racconti - vale per ogni puntata di "Indietro nelle Tenebre" - ma ricordo che la genesi è racchiusa nel p…

In onore di Iside - Indietro nelle tenebre

"In onore di Iside", primo episodio della trilogia "Indietro nelle tenebre", G. Sicuranza, 1991.
AUDIOLIBRO con possibilità di download gratuito (MP3)

"In onore di Iside" è il primo episodio, qui diviso in due parti, che diede inizio al mio progetto di tre racconti uniti da un unico plot narrativo, "Indietro nelle Tenebre". 
Ha uno svolgimento classico, seguiranno i più dissonanti "Semplice routine" e "Desideri" a completare la storia in un finale comune.
A chi segue la mia produzione narrativa questo schema dirà certo qualcosa. 
"In onore di Iside" è il racconto più lungo, complessivamente circa un'ora, scritto e pensato per essere venduto alle radio.
Un flop soprattutto per inerzia dell'autore (lo so, vi sembrerà la classica motivazione in stile "la volpe e l'uva", ma così accadde, o quasi, perché una radio locale trasmise alcuni dei miei "radiofilm" per ben una stagione; invernale, chiar…

Le mie donne

Le mie donne - "Sotto la terra qualcosa campa" - Giovanni Sicuranza
[prosegue da "Primi passi"]
A Lavrange, invece, la Morte continuava a sorridere.  Lo faceva oltre i confini di ciascuno di noi, delle nostre vite, di quelle dei nostri cari.  C'era un sorriso lungo e fermo ad ogni biforcazione di strada, un sorriso che si svelava dentro una santella.
Forse sai che la santella si trova soprattutto in Lombardia e in Veneto, qui più nota con il nome di "capitel", e, se hai avuto modo di incrociarne una sola, probabilmente il suo ricordo ti è rimasto dentro, non tanto nei particolari, quanto come un'inquietudine sfumata, nebbia tra la nebbia della tradizione del paese che la ospita.  La santella in origine racchiude l'icona di un santo o una madonna, è il rifugio di una statua sacra erta sopra una roccia nei crocevia di maggiore passaggio.  Era, e per qualcuno ancora è, la protezione dei viandanti, perché vagare è la conquista più forte della nostra spec…

Pensiero unico

Pensiero unico - Giovanni Sicuranza

Chissà con chi ceni adesso. Puttana e lesbica. Affamata di corpi. Pedofila. Dell'etica non ti curi, sai che non c'é morale che riesca a toccarti. A volte indossi solo una sottoveste e arrivi delicata, altre hai tacchi e frusta e mordi vorace. Sei l'amante unica, libera da confini e religioni, e noi ti celiamo nelle ombre di un armadio, ci ingozziamo di impegni e sudiamo traguardi solo per non impazzire di te. Il nostro tormento è scoprire quanto è semplice entrare nei tuoi desideri.  Quanto basta un attimo. L'inizio di ogni respiro.

Primi passi (riedit)

Primi passi - Giovanni Sicuranza

​Primi passi - da "Sotto la terra qualcosa campa"
Giovanni Sicuranza


​Ricorda questo, tu che ti appresti a leggere di noi. 

Quando ancora si usavano le mappe di carta​, tu ne prendevi una dell’Europa, e, ​se usci​vi dal labirinto delle sue piegature, indicavi un punto a caso​.

Non importava se oriente, occidente o ovunque, il fatto è che​ spesso​ ti imbatte​vi in un luogo chiamato Lavrange. 

***

Fino agli inizi del XIX secolo Lavrange è stato il nome più frequente dei luoghi urbani nati dalla morte collettiva. 

Un’epidemia, una strage; l’estinzione della terra e di chi dalla terra dipendeva. 

Lavrange era ogni centro organico, ogni paese sorto a calpestare moltitudini di morti. 
L'Europa ne era piena. 
Non i trattati, non la moneta, Lavrange dei morti è stato il primo elemento durevole e comune degli Stati.

Questi luoghi nascevano e perivano nel giro di due o tre generazioni, il tempo di una grande mietitura, umana o assoluta; mai sono riusciti …

Alla sera

Alla sera - Giovanni Sicuranza

Il signor Baraldi Mario rientra a casa, la mente sudata, il corpo caduco, grigio fumo vestito, ed esala un ciao alla moglie ripiena di chat; non attende risposta, sa che Marta si accorgerà della sua presenza verso l'ora di cena, ogni sera spostata qualche minuto più in là, perché al lavoro i compiti aumentano e il traffico è un muro che allontana i confini delle strade, una frontiera erta di clacson in costante evoluzione. Tanto tempo fa a casa Baraldi si cenava insieme alle diciannove e trenta, adesso si mastica dopo le ventuno e non si ha interesse a parlare, la gola di lui irritata dagli affanni del lavoro, quella di lei nascosta e distante.  Il signor Barlaldi eleva il cucchiaio alla bocca, lo cede al piatto e riprende il ciclo a bassa frequenza, sempre lo stesso, e intanto zappa il televisore con il telecomando, migliaia di canali ad arare  gli occhi bruciati; la moglie sospira e a tratti ha un sorriso e di nuovo fa "eh", lungo che poi di…

Pesceballa

Pesceballa - Giovanni Sicuranza
Masha ha un pesciolino nuovo rosso bello. 

Chiama le sue amiche e tutte le mani fanno PAM entusiaste sulla vaschetta e trillano Pesciolino, pesciolino, vieni da me, guarda la pappa, no da me da me.



Un giorno Masha vede prima la pancia del pesciolino, un rosso tondo scuro che affiora dell'acqua, e ride, Sei un monello, tu, ti sei messo a pancia in su così guardi la ghiaia e le piante, eh, mica il cielo finto.
Si, adesso non si muove e Masha dice che dorme e pensa che è figo lo stesso, perché già quella sera diventa grigio e il mattino dopo è verde, ah, sei un pesce magico, venite a vedere, si gonfia come un rospo, e il giorno dopo ancora il pesciolino è tanto nero nero.


Solo quando esplode, con pezzetti puzzosi che colano lungo la boccia, Masha fa una O grande grande con la bocca e tante lacrime scendono a riempirla. Non eri un pesciolino, cattivo, eri solo un palloncino rotto.





Pneumachia

Mi piace che il tuo sapore sia respiro; mi piace farne carne e terra; mi piace berlo, mangiarlo e dopo averne fame.  Mi piace sgualcirlo tra le lenzuola e camminarci dentro.
GS. Tooler, n. 04, autumn 1967

Nun est bibendum

Nun est bibendum - Giovanni Sicuranza
Masha si lamenta; della pioggia, del vento.  Siede accanto alla mia birra 33 centilitri pieni, mi guarda attraverso le scie chimiche della frangia, meches bruciate di viola, e si lamenta; degli uomini che sono tutti uguali, che le fissano le tette e il culo e colano saliva persino dai canali lacrimali; ma perché mai, dice, perché mai nessuno piange per il mio cervello.  Io fisso il tramonto giallo paglierino della bottiglia.  Sei vuoi uno che ti apprezza per il cervello, dico, cercati uno zombie. Mi piace come si spezza e tace.  Come cala il vento, come la pioggia sfinisce.  Quando tutto sembra persino più gradevole di una bottiglia di birra al centro del tavolo.  Però adesso Masha si incazza, lo so, e so anche questo, che quando si incazza uccide. Ero con lei alla riunione di lavoro. Il nostro collega la fissava. Cioè, aveva lo sguardo tra le sue tette. Dentro il suo culo. Io vedevo oltre, il pensiero solido nel desiderio di una bottiglia di birra, e per qu…