addì d'agosto duemilaquindici


addì d'agosto duemilaquindici


Caro Leopoldo,

come puoi immaginare, me ne sto a scrivere il nuovo romanzo sulle musiche di Lavrange e della nostra strega, e a volte la trama ha un vuoto d'aria; nessun problema, anzi, è un bene, perché approfitto della mancanza di ossigeno narrativo dei miei personaggi, della loro mutacica attesa, per ringraziarti. 

Sono ancora estasiato per la cena che hai offerto a noi ospiti negli echi dell'Albergo dei Tre Atti. 

Già per la vista sulla vallata del cimitero, la tua struttura merita il massimo voto su Trip Advisor e, stanne certo, così come adesso mi permetto di condividere la mail sul mio profilo, faccio sempre quanto possibile alle mie limitate capacità espressive per pubblicizzarla in ogni dove e l'oltre dove del web. 
Sai che riesco meglio in altre forme d'arte che non con le parole, ma non posso dare il buio a questa notte se prima non ho placato il mio entusiasmo, anzi, la mia eccitazione. 

Hai fatto rivivere l'arredamento degli anni in cui Lavrange era un paese pieno di storie, gli odori del legno, della lana, delle lampade ad olio, tutti insieme armonizzati fino a diventare un linguaggio di cose sepolte e piene di memoria. 

Le tavolate su cui i flute prendevano forma, prima stelo e poi corolla sopra i sudari delle lapidi, e i colori, il blu e il nero e il verde dei cocktail, ah, Leopoldo, era proprio come respirare tra i fuochi fatui nell'imbrunire di questi giorni gravidi d'afa, quando i gas cercano refrigerio dalle tombe.

Grazie, davvero, per i sapori genuini della nostra tradizione, per la succulenta apertura con i vermi albini e le larve di mosca, cibo biologico dalla nostra terra cimiteriale.

E poi. 

Non sfilate di carrelli con cervi, cinghiali, non la solita natura morta della cacciagione smembrata. 
Tu sei un genio, un genio. 

Nessuno meglio di te esuma i morti e li rinnova alla nostra vita, in posa, seduti tra le portate, chini ai tavoli.

Nostro cibo e attesa. 

Leopoldo, mio ineguagliabile amico, solo tu sai fare rivivere i sapori veri, antichi, della terra. 

Con affetto, tuo
Gio_S

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