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Visualizzazione dei post da Maggio, 2015

Evoluzione della narrativa

"Sotto la terra qualcosa campa",
le narrazioni che accompagnano l'evoluzione della specie:

http://sicuranza.blogspot.it/search/label/Sotto%20la%20terra%20qualcosa%20campa

Volete l'opera edita?

immagine: "Pays interdit", 1936-37, Wolfgang Paalen, Eva Sulzer

Core meu

Core meu - Giovanni Sicuranza
Eccola, se apro i sensi intuisco ancora i feromoni delle sue note. 
Anni fa, in un c'era una volta, mi appoggiavo al suo petto e ascoltavo ed era come sapere la musica del profondo della terra. 
Eccola, dicevo alla mia amata; non esiste altro cuore con il ritmo della taranta come questo, lo so per certo, Miranda; un solo uomo ha il privilegio di entrare nella taranta di una donna, celata tra le carni e le vesti; io sono l'uomo.  Miranda non aveva parole, bastava la narrazione del suo cuore.

Qualche fibrillazione ventricolare dopo, lei moriva tra le mie braccia ed io ho ascoltato per l'ultima volta la taranta abissale del suo esistere. 
Non è cessata di colpo, ha sfumato piano e poi piano, ogni volta un soffio più lontano tra i silenzi del mio orecchio sul suo seno, fino a quando il sole ha lasciato le montagne di Lavrange ed è salito al cielo. 
A volte me no sto immobile al computer e con il suono masterizzato del suo cuore riempio la casa e il vuoto…

Il profumo delle rose

Il profumo delle rose - Giovanni Sicuranza
No, mi ascolti bene, consideri che l'ho anche sposato, mi ascolti, perché le diranno che ho voluto tanti fiori in chiesa e le candele profumate al rinfresco, quel branco di parenti ignoranti, quelle caccole ipocrite; lo sapevano tutti, tutti, quanto puzzava mio marito, che nemmeno le mosche avevano coraggio di entrarci in casa e anche subito dopo, appena morto, non ho visto un verme sopravvivere alle sue mefiti.  Mica potevano ignorarlo, la sua pelle era una sintesi tra il cavolfiore e il gorgonzola dopo che li hai tenuti fuori frigo per un paio di settimane, sigillati nel cellophane, e poi apri, dico, che nemmeno un profanatore di bare economiche riuscirebbe a resistere.  No, la prego, non mi faccia una domanda così banale, non è da lei, uomo arguto, che conosce il mondo, è ovvio che mio marito aveva altre qualità; ad esempio, mi faceva da servo, certo, consapevole che nessun'altra avrebbe avuto lo stomaco di abbracciarlo, e, beh, scusi…

Non smettono più

Non smettono più - Giovanni Sicuranza
Mio figlio ha occhietti talpici, chiusi da palloncini trasparenti tesi sulle palpebre, e ha le iridi senza colore, di un nero che tutto assorbe e nulla restituisce.  Un nero idiozia.  Mio figlio mi guarda e io continuo a risucchiare le labbra, perché so che vedermi così gli fa schifo, più di quando ho la dentiera, sicuro. Risucchio le labbra fino in fondo, nella caverna della bocca, e con uno schiocco le riporto fuori. E lui fissa, affascinato, disgustato, forse pensando ai movimenti tentacolari di un'ameba. Di un suo simile, insomma.  - Non hai capito cosa ho detto? - geme. 
Ha la voce di chi ha appena calpestato budini di merda a piedi nudi. Piagnucola, così ha iniziato la sua vita, così la porta oltre. E trascina le ultime sillabe in diapason di suppliche. Per questo adoro aumentare il ritmo delle labbra, dentro la bocca, fuori la bocca, un due, respiro, dentro la bocca, fuori la bocca. - Papà, ti prego, oggi ho parlato con la mamma. Va bene, è il…

Il nesso di causa è una necessità della nostra mente

La mente ha una funzione "narrativa"; deve calare ogni particolare in un contesto ordinato, unirlo ad altri elementi percepiti; non si tratta di ignoranza, non di superstizione, anzi, la capacità di dedurre e cogliere nessi di causa è  uno dei pregi dell'evoluzione: catalogare, classificare, ordinare in schemi comprensibili e forieri di tranquillità (sempre, anche quando la spiegazione appare tragica, perché comunque risulta, infine, comprensibile); il nesso di causa è alla base della ricerca, delle storie - storie tra prosa e poesia, tra carta e pixel, bramate giorno dopo giorno fin da bambini - è il nutrimento della creatività stessa.


L'effetto collaterale è rappresentato dai numerosi "falsi positivi" che creiamo (in modo inconsapevole) attribuendo una correlazione ad eventi disgiunti; a volte questa "collateralità" produce aberrazioni anche potenzialmente pericolose come pregiudizi con cui giudichiamo gli altri (fino ad annientare - metaforicame…

a coagulare la memoria

"Immota la memoria come grumo d'ombra su lapidi di sangue"
[cimitero di Lavrange, iscrizione sul cancello] *


* da "Sotto la terra qualcosa campa"