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Visualizzazione dei post da Aprile, 2015

Sulla via del cimitero

Sulla via del cimitero - Giovanni Sicuranza




"Nessuno firma la vita, tesoro mio lontano, solo la memoria a volte rimane, ma vedi, è un velo, fragile come nebbia, sottile come vento"; gatti di polvere fanno le fusa sulle lacrime di Leopoldo, Leopoldo che ogni secolo si attarda alla finestra della strega e poi se ne va, ricciolo di se stesso, scuro nella notte, scuro nei pensieri, solo il corpo bianco cera, e ora non c'è più, pallido di lune storte e dei ghiacci della morte.

Hey rain

Hey rain - brano dai capitoli di Nostra Signora della Fossa - romanzo "Sotto la terra qualcosa campa" - Giovanni Sicuranza
Dici ai muscoli del collo di rilassarsi, alle braccia di cedere, concedi alla musica di entrarti dentro, ora che "Hey Laura" di Gregory Porter riempie l'abitacolo. Forse adesso torni a casa. Sempre dritto all'incrocio, hai appena girato a destra, e forse no. Non esiste bussola in questo grigioliquido massivo. Non piove, non diluvia, è un reflusso emorragico di cielo. E se credi sia meglio, continua pure a prenderti in giro, a dirti che puoi rilassarti. Fallo mentre cadono bombe d’acqua nera a dilaniare la terra come frammenti oceanici.
*** Smetti di seguire la strada, non invocare punti di riferimento invano. Qui dovrebbe esserci la filiera dei cipressi, ora non sai. Vento e acqua sono in pieno amplesso, selvaggio, unico, potente, rapiscono la vista, ti costringono ad essere il loro guardone atterrito, null'altro concedono. Riesci a girare…

Tessitura d'amore

Mentre io ne vedo solo due, il ragno contempla mille occhi di te.

(da "Frasi cioccolatino in una ragnatela", G. Moccianza)

Scampoli di genetica riflessiva

Se si smonta un'istituzione eliminando uno dopo l'altro gli spessi strati culturali, ciò che resta sono i comportamenti istintivi umani su cui si fonda. Lo stato di diritto non esisterebbe senza l'atavica tendenza delle scimmie a seguire le norme e a punire chi non lo fa. 

Non sarebbe possibile imporre a soldati di eseguire gli ordini se la disciplina non facesse leva sui primordiali istinti di conformismo, obbedienza e disponibilità ad uccidere per difendere membri del proprio gruppo. Non ci sarebbe urgenza di creare religioni senza la necessità antica di obbedire all'individuo alfa, di compiacerlo con offerte in una società gerarchica come la nostra; se non avessimo l'impellenza di piacere per essere accettati, nel desiderio di soddisfare l'alfa, o di evidenziarci, o di cammuffarci quali alfa, non starei nemmeno qui a scrivere inutilità sul blog.

Dance

Dance - Giovanni Sicuranza

Mi piacerebbe morire ad agosto.  Solo che, poi, settembre se ne avrebbe a male,  decidere di emigrare.  Ottobre potrebbe legarsela ad un acino d'uva e novembre rimarrebbe orfano nel giorno dei morti. Per non deludere il successivo, ogni volta  mi tocca arrivare a fine mese.  Sono tempi difficili, questi.

Epitaffio in sol minore

"Prima o poi, sempre, si smette di scrivere"

[epitaffio - 2015, Lavrange]

Questo suono (riedit)

Questo suono - Giovanni Sicuranza
Non lo sapevo, ma attendo questo suono da quando sono nato. O forse sì, forse quando mi fermavo, quando da film diventavo fotografia, così sospeso in un'attesa incomprensibile che ai miei genitori sembrava morte in culla. Ecco, forse già in quegli attimi lo cercavo, forse la mia assenza era l'evoluzione dell'infante che sa senza conoscere.  Questo suono, che ha eroso gli anni e arriva adesso, così acuto da penetrarmi dentro, così corposo da prendermi il diaframma e sbatterlo come zerbino di casa.  Dling Dling avvisa gli Operatori D.O.S. di un nuovo arrivo.  D.O.S. non è il soffio nascosto che vitalizzata il vostro computer.  D.O.S sta per Deposito Osservazione Salme.  Operatori sta per becchini cimiteriali.  Li conosco da tempo, brava gente, poco pagata.  Hanno lo sguardo chino, caduto alla terra dagli albori della consapevolezza della morte.  Così, quando posso, tra un'autopsia e l'altra, vado loro incontro. Dling è come trillo di violino…

Oil

Non ti ha escluso dalla sua vita, anzi. A lei piace sapere quando ci sei, decidere l’istante in cui vederti.  A lei piace programmare il momento del desiderio, renderlo sicuro nel tempo.  In un ritratto ha monopolizzato il tuo imprevedibile esserci, nel dipinto ha programmato il vostro rapporto e lo ha reso coerente al suo bisogno di compagnia o ai crepuscoli della solitudine. Ora non ha ansie, non ha rimpianto, ora rinasce, perché sa quando vedere il tuo volto e sa quando celarti un cassetto.  Questo particolare rende duraturo il vostro rapporto, come mai è riuscito nella caducità della tua vita.   
[da “Oil”, romanzo di G. LimonovAnza]


Tempo di scrittura (riedit)

Tempo di scritturaGiovanni Sicuranza
Si narra che lui ci sarebbe riuscito in tre giorni.  Adesso lo sapete un po' tutti, ma per me è roba vecchia, una storia nata al Bar "News & Testament", mio rifugio da quando ho abbandonato le umidità del cimitero di Lavrange; del resto, dalla bara al bar il passo è molto breve; e, in verità vi dico, anche tutti quelli del bar prima o poi passeranno in una bara. A me è accaduto l'inverno di qualche anno addietro, lo ricordo bene, cioè, lo sento ancora; un tiro bastardo dell’Agnello, che, non so come mai, gli permettono di usare la stecca, con le sue dita anchilosate, ricurve sul palmo, con il suo zoccolo di carne irritata; e quel tono mellifluo con cui chiede di giocare, “vi preeeego, daiii, beee, insomma, ma solo un tirooo”. Così il Cresto si era convinto, ma io no, io mica volevo, però il Cresto pensava sempre in grande, diceva che se non diamo una possibilità agli sfigati come l’Agnello, il mondo andrà in malora, e, vacca Gi…

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