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Visualizzazione dei post da 2015

Rosa dei silenzi

Rosa dei silenzi - Giovanni Sicuranza
E brava Rosalinda, che prima inzuppa le labbra nel brodo vegetale, poi le morde, lenta, fino a trovare il sapore del sangue.  E socchiude le palpebre, le iridi piene di grigio, che nemmeno i quarti di luna sanno tanto di poesia.  E geme, bella come geme; la natura mica conosce un suono così fragile e pieno e  il vento si fa muto e il giorno perde la vista.  E' notte quando Rosalinda inizia la giornata, ancora è notte quando la termina dentro la bara di raso. A volte Rosalinda sente il richiamo della predazione.  Scosta una tendina, gela i vetri con l'assenza del respiro, e la finestra non basta più a contenere la sua ombra famelica.  Però si trattiene. 
Lungo le strade non ci sono più mammiferi caldi.  La sua specie preferita si è trasformata.  Sì, migra ancora da un luogo all'altro della città, ma si è fatta frenetica, silenziosa. 
Il sangue dell'Homo Sapiens ha perso di consistenza, il suo sapore è acido e sospettoso.
La carne è coriacea, fa …

Codici a barre

Un libro esposto sullo scaffale di un ipermercato ha la stessa scadenza di uno yogurt.

(anche di una libreria, tuttavia)

E dunque?

"E dunque? Uccidere i portatori di malattia o degenerazione è come uccidere batteri o virus, è un esercizio a supporto della vita.  Non inganniamoci con queste accuse, capite che non si tratta di omicidio, ma di un modo per preservare la vita.  Le  vite sporche vengono distrutte in quanto prive di valore, di più, sono nemiche della vita stessa, devono essere allontanate brutalmente o annientate affinché non possano contagiarci.
Contagiarci, ripetiamo questa parola, ascoltiamo quanta dissoluzione lascia nell'aria, e tra i pori, come la bava di una lumaca che passa.  La distruzione di queste vite è dunque una mera questione di pulizia, e, signori, va intesa nel senso della salvaguardia dei precetti igienici, quei precetti convalidati dal progetto supremo della conservazione della vita.  Vedete che è un compito moralmente indiscutibile. Infine è tutta qui l'uccisione dei nemici designati; sì, di tutti, intendo, siano extracomunitari, rom, ebrei, e non solo; mi riferisco anche ai ne…

Desideri - Indietro nelle Tenebre

"Desideri", ultimo episodio della trilogia "Indietro nelle tenebre", G. Sicuranza, 1991.
AUDIOLIBRO con possibilità di download gratuito (MP3)
"Desideri" è l'episodio finale del mio progetto di tre racconti uniti da un unico plot narrativo, "Indietro nelle Tenebre".  Finalmente una storia romantica, broccoli e rose, di quelle con centaia, millanta e taranta di gradimenti.  Ah, no, non perdete la conclusione finale, dopo l'episodio; proseguite nell'ascolto del brano fino a scoprire il retroscena delle tre storie.  La finale dissoluzione che unisce una trama all'altra.   A chi segue la mia produzione narrativa questo schema dirà certo qualcosa.  Potete ascoltare "Desideri" in modo indipendente dagli altri racconti - vale per ogni puntata di "Indietro nelle Tenebre" - ma ricordo che la genesi è racchiusa nei precedenti "In onore di Iside" e "Semplice routine". Rinvio pertanto alle condivisioni di ques…

Semplice routine - Indietro nelle Tenebre

"Semplice routine", secondo episodio della trilogia "Indietro nelle tenebre", G. Sicuranza, 1991.


AUDIOLIBRO con possibilità di download gratuito (MP3)
"Semplice routine" è il secondo episodio del mio progetto di tre racconti uniti da un unico plot narrativo, "Indietro nelle Tenebre".  A chi segue la mia produzione narrativa questo schema dirà certo qualcosa.  Inoltre troverete qui l'abbozzo di tematiche riprese e sviluppate nel successivo romanzo "Quando piove" (Montag Editore, 2010) La qualità audio dell'unica copia incisa su nastro non è ottimale, e la riproduzione in Mp3 ne risente; a mio avviso è davvero un peccato, perché considero questo episodio - d'accordo, con il successivo "Desideri" - il meglio riuscito delle serie.  Potete ascoltare "Semplice routine" in modo indipendente dagli altri racconti - vale per ogni puntata di "Indietro nelle Tenebre" - ma ricordo che la genesi è racchiusa nel p…

In onore di Iside - Indietro nelle tenebre

"In onore di Iside", primo episodio della trilogia "Indietro nelle tenebre", G. Sicuranza, 1991.
AUDIOLIBRO con possibilità di download gratuito (MP3)

"In onore di Iside" è il primo episodio, qui diviso in due parti, che diede inizio al mio progetto di tre racconti uniti da un unico plot narrativo, "Indietro nelle Tenebre". 
Ha uno svolgimento classico, seguiranno i più dissonanti "Semplice routine" e "Desideri" a completare la storia in un finale comune.
A chi segue la mia produzione narrativa questo schema dirà certo qualcosa. 
"In onore di Iside" è il racconto più lungo, complessivamente circa un'ora, scritto e pensato per essere venduto alle radio.
Un flop soprattutto per inerzia dell'autore (lo so, vi sembrerà la classica motivazione in stile "la volpe e l'uva", ma così accadde, o quasi, perché una radio locale trasmise alcuni dei miei "radiofilm" per ben una stagione; invernale, chiar…

Le mie donne

Le mie donne - "Sotto la terra qualcosa campa" - Giovanni Sicuranza
[prosegue da "Primi passi"]
A Lavrange, invece, la Morte continuava a sorridere.  Lo faceva oltre i confini di ciascuno di noi, delle nostre vite, di quelle dei nostri cari.  C'era un sorriso lungo e fermo ad ogni biforcazione di strada, un sorriso che si svelava dentro una santella.
Forse sai che la santella si trova soprattutto in Lombardia e in Veneto, qui più nota con il nome di "capitel", e, se hai avuto modo di incrociarne una sola, probabilmente il suo ricordo ti è rimasto dentro, non tanto nei particolari, quanto come un'inquietudine sfumata, nebbia tra la nebbia della tradizione del paese che la ospita.  La santella in origine racchiude l'icona di un santo o una madonna, è il rifugio di una statua sacra erta sopra una roccia nei crocevia di maggiore passaggio.  Era, e per qualcuno ancora è, la protezione dei viandanti, perché vagare è la conquista più forte della nostra spec…

Pensiero unico

Pensiero unico - Giovanni Sicuranza

Chissà con chi ceni adesso. Puttana e lesbica. Affamata di corpi. Pedofila. Dell'etica non ti curi, sai che non c'é morale che riesca a toccarti. A volte indossi solo una sottoveste e arrivi delicata, altre hai tacchi e frusta e mordi vorace. Sei l'amante unica, libera da confini e religioni, e noi ti celiamo nelle ombre di un armadio, ci ingozziamo di impegni e sudiamo traguardi solo per non impazzire di te. Il nostro tormento è scoprire quanto è semplice entrare nei tuoi desideri.  Quanto basta un attimo. L'inizio di ogni respiro.

Primi passi (riedit)

Primi passi - Giovanni Sicuranza

​Primi passi - da "Sotto la terra qualcosa campa"
Giovanni Sicuranza


​Ricorda questo, tu che ti appresti a leggere di noi. 

Quando ancora si usavano le mappe di carta​, tu ne prendevi una dell’Europa, e, ​se usci​vi dal labirinto delle sue piegature, indicavi un punto a caso​.

Non importava se oriente, occidente o ovunque, il fatto è che​ spesso​ ti imbatte​vi in un luogo chiamato Lavrange. 

***

Fino agli inizi del XIX secolo Lavrange è stato il nome più frequente dei luoghi urbani nati dalla morte collettiva. 

Un’epidemia, una strage; l’estinzione della terra e di chi dalla terra dipendeva. 

Lavrange era ogni centro organico, ogni paese sorto a calpestare moltitudini di morti. 
L'Europa ne era piena. 
Non i trattati, non la moneta, Lavrange dei morti è stato il primo elemento durevole e comune degli Stati.

Questi luoghi nascevano e perivano nel giro di due o tre generazioni, il tempo di una grande mietitura, umana o assoluta; mai sono riusciti …

Alla sera

Alla sera - Giovanni Sicuranza

Il signor Baraldi Mario rientra a casa, la mente sudata, il corpo caduco, grigio fumo vestito, ed esala un ciao alla moglie ripiena di chat; non attende risposta, sa che Marta si accorgerà della sua presenza verso l'ora di cena, ogni sera spostata qualche minuto più in là, perché al lavoro i compiti aumentano e il traffico è un muro che allontana i confini delle strade, una frontiera erta di clacson in costante evoluzione. Tanto tempo fa a casa Baraldi si cenava insieme alle diciannove e trenta, adesso si mastica dopo le ventuno e non si ha interesse a parlare, la gola di lui irritata dagli affanni del lavoro, quella di lei nascosta e distante.  Il signor Barlaldi eleva il cucchiaio alla bocca, lo cede al piatto e riprende il ciclo a bassa frequenza, sempre lo stesso, e intanto zappa il televisore con il telecomando, migliaia di canali ad arare  gli occhi bruciati; la moglie sospira e a tratti ha un sorriso e di nuovo fa "eh", lungo che poi di…

Pesceballa

Pesceballa - Giovanni Sicuranza
Masha ha un pesciolino nuovo rosso bello. 

Chiama le sue amiche e tutte le mani fanno PAM entusiaste sulla vaschetta e trillano Pesciolino, pesciolino, vieni da me, guarda la pappa, no da me da me.



Un giorno Masha vede prima la pancia del pesciolino, un rosso tondo scuro che affiora dell'acqua, e ride, Sei un monello, tu, ti sei messo a pancia in su così guardi la ghiaia e le piante, eh, mica il cielo finto.
Si, adesso non si muove e Masha dice che dorme e pensa che è figo lo stesso, perché già quella sera diventa grigio e il mattino dopo è verde, ah, sei un pesce magico, venite a vedere, si gonfia come un rospo, e il giorno dopo ancora il pesciolino è tanto nero nero.


Solo quando esplode, con pezzetti puzzosi che colano lungo la boccia, Masha fa una O grande grande con la bocca e tante lacrime scendono a riempirla. Non eri un pesciolino, cattivo, eri solo un palloncino rotto.





Pneumachia

Mi piace che il tuo sapore sia respiro; mi piace farne carne e terra; mi piace berlo, mangiarlo e dopo averne fame.  Mi piace sgualcirlo tra le lenzuola e camminarci dentro.
GS. Tooler, n. 04, autumn 1967

Nun est bibendum

Nun est bibendum - Giovanni Sicuranza
Masha si lamenta; della pioggia, del vento.  Siede accanto alla mia birra 33 centilitri pieni, mi guarda attraverso le scie chimiche della frangia, meches bruciate di viola, e si lamenta; degli uomini che sono tutti uguali, che le fissano le tette e il culo e colano saliva persino dai canali lacrimali; ma perché mai, dice, perché mai nessuno piange per il mio cervello.  Io fisso il tramonto giallo paglierino della bottiglia.  Sei vuoi uno che ti apprezza per il cervello, dico, cercati uno zombie. Mi piace come si spezza e tace.  Come cala il vento, come la pioggia sfinisce.  Quando tutto sembra persino più gradevole di una bottiglia di birra al centro del tavolo.  Però adesso Masha si incazza, lo so, e so anche questo, che quando si incazza uccide. Ero con lei alla riunione di lavoro. Il nostro collega la fissava. Cioè, aveva lo sguardo tra le sue tette. Dentro il suo culo. Io vedevo oltre, il pensiero solido nel desiderio di una bottiglia di birra, e per qu…

Io narro il pessimismo tonificante.

Io narro il pessimismo tonificante.

Inizia la morte

Inizia la morte *
Lo scrittore si accorge che sta morendo quando non è ancora a metà del romanzo.  Lo comprendono prima gli occhi, che si affannano sul video, perdono lacrime, e più lo scrittore li strofina è più le lacrime scavano il viso, bruciano la carne e diventano una palude salata nelle pupille.  Dopo arrivano le mani; smarriscono l'irrequietezza sulla tastiera, le dita cadono tra le lettere, annaspano, e infine conoscono muta tregua.  Si dice che quando un romanzo è terminato, muore per l'autore e vive altre vite per ogni lettore; questo lo scrittore non sa, ma lasciare incompiuto il desiderio degli ultimi anni, non dare sepoltura ai personaggi, lo riempie di sgomento.  Lo scrittore teme di morire prima della morte del suo romanzo. 
Della sua debolezza approfitta una mano, una sola, l'altra ancora in simbiosi con il mouse, si libera dall'ultima frase incompiuta e gli corre al petto.  Dov'è il tuo battito, chiede mentre sale alla gola, dov'è la tua vita.  Lui no…

Pluja

Piove da tre ore, piove da tre giorni, ed è un romanzo noir. Poi piove da tre mesi, gocce senza tregua, ed è una storia horror. Poi piove da tre anni e piove da tre secoli ed è una saga di fantascienza. 

E ancora piove da millenni, da tre millenni lunghi, e non c'è storia da narrare, nessun uomo è presente, e una pioggia tanto dura è l'inizio della Terra  oppure la sua morte.

Meme

Chi sogna la rogna  è un topo di fogna

Cacofonia blues

Cacofonia blues # - Giovanni Sicuranza


La signora che vive accanto al mio appartamento è morta tre anni fa.  Paga il mutuo, si china sulle spese della banca e intasca la pensione INPS; alle riunioni condominiali ci va, garantisco io, unico coinquilino superstite.  E' tutto on-line, è tutto da me gestito.  Lei mi ha applaudito dove le strade piegano il palazzo, quando facevo blues accucciato tra piogge e nebbie; allora il tram 66 barrato 6 era la mia dimora, ci dormivo dentro e sotto e sopra, dipendeva dalla sorveglianza al deposito.  Ero lo straniero della chitarra, nel quartiere qualcuno si fermava persino ad ascoltarmi, e questo bastava almeno per un pasto al bar all'angolo, magari non sempre caldo, ma solito posto garantito, una seggiola a tre gambe dietro i servizi, all inclusive. Io il lavoro non so cosa significa.  I miei avi, fino ai nonni, si sono usurati di schiavitù al servizio di questa specie colonizzatrice, di queste scimmie bianche, per cui non accetto moralismi, niente…

Disfattica

Ho per sempre perso un mio personaggio,  caro caro personaggio. Aveva narrato che senza le guerre mai ci sarebbero stati i progressi della medicina, mai avremmo avuto accesso alle tecnologie odierne che illudono immortalità; 
mai, senza conflitti, avremmo solcato lo spazio.  E che senza la guerra, la grande guerra, mai donna avrebbe conosciuto l'emancipazione e questa nuova forma di schiavitù che è il nostro lavoro. Poi aveva narrato che senza le guerre non esisterebbero nemmeno i pacifisti.  Su questa frase è stato ucciso. Per sempre da indignati pacifisti.

BUM!

Giunge prima la materia, ignorante che sei, e la materia può specializzarsi in una funzionalità. Non “cogito ergo sum” - anche se Descartes si riferiva alla metodologia della ricerca e del dubbio - piuttosto “sum ergo cogito”; il pensiero non è entità astratta che ci possiede. Nasce prima il corpo e la funzionalità cerebrale ne è corollario; dal corpo, e dai suoi limiti percettivi, educativi, ambientali, il pensiero è condizionato.

Quindi, sostanzialmente, se nutro la mente e affamo il corpo, ho compreso una sega?

Sostanzialmente, per quanto il tuo dubbio sia lodevole di evoluzione. 

Allora mi hai convinto, smetto di leggere tutto il giorno e mi dedico all’agricoltura!

Bravo, per quanto leggere sia esercizio corporale - anche da affinare durante alcune funzioni corporali. Però, che dirti, da molti punti di vista l’agricoltura ha certo rappresentato un progresso: produce una maggiore quantità di cibo in uno spazio e in un tempo predefiniti, permette una crescita più rapida della popolazion…