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Visualizzazione dei post da Agosto, 2013

I personaggi recupero

I personaggi recupero - Giovanni Sicuranza
"Si sono addormentate le gambe" è un modo di dire.  Da idioti. Bruciano, le gambe, violate da orde di scosse, e non serve tentare di sollevare prima un tallone e poi l'altro. I piedi ci sono ancora, li vedo, solo che hanno la consistenza del cemento.  Sono parte delle mura del gabinetto in cui mi avete condannato a vita. I miei glutei saranno simbiosi con il marmo del cesso, fino a quando uno solo di voi, autore o lettore, avrà memoria di me.  E ricomincerò, ogni volta che qualcuno riscoprirà questo angolo, anche per caso.  Tra voi, personaggi di romanzi, voi, protagonisti di racconti, ci sono stitici e ci sono iperattivi della defecazione.  Ma tutti fate altro. Fate soprattutto altro.  Io sono qui, sempre.  Nemmeno Dante avrebbe pensato a una condanna così di merda!  A proposito, tra i responsabili della mia cagata permanente, secondo dopo secondo, c'è anche lui.  Arghh! Ecco, questo era proprio duro. Una testa di moro che ha preteso sp…

I cassetti della memoria

I cassetti della memoria - Giovanni Sicuranza
Nelle pupille, il riflesso del lampadario appeso al soffitto. E il tremulo profilo di una finestra illuminata. E’ notte, perché lei lavora solo di notte, e lo fa proprio davanti al suo palazzo, incurante delle proteste dei coinquilini, che si gonfiano come pus traboccante indignazione. Eppure lei non si muove, ve lo garantisco. Che siate uomo o donna, vi darà il piacere che cercate, e lo farà bene; lo farà senza frenesie lanciate sulle lancette dei minuti, vi porterà ad esplodere come nemmeno nei vostri momenti più intimi e solitari riuscite a fare, anche questo vi garantisco. Ma non chiedetele di allontanarsi dal suo palazzo, dalla finestra illuminata della sua camera da letto, perché la perdereste. Subito e per sempre.   Lei è bella, sa rendervi animali primordiali o fragilità da coccolare, ma impone i cespugli neri del giardino accanto, mai si spinge oltre. E ogni volta, prima di appartarsi, lancia un’occhiata alla sua finestra, così intensa…
Fate questo in memoria di me - Edgar J. Poanza

La memoria, ecco, sentila. La sua fame, la sua voglia, la memoria che è desiderio e pianto. Questa memoria tiranna, che, per farsi spazio in te, frantuma altri ricordi; no, non tutti, dici, vero, ma degli altri cambia comunque il sapore.  Anche la tua pagina è il paradosso della memoria, Sicuranza, come accade in ogni social network, in ogni blog. Per questo ci affanniamo a condividere, attimo dopo attimo, perché, certo, qui ogni evento rimane indelebile, persino dopo la morte dell'autore, ma, vedi, il punto è questo, ci interessano solo i post del presente, un presente che offre presente - e nota con quanta inconsapevole ironia definiamo "post" la nostra necessità di rinnovare l'adesso.  Dimmi, quanti ne prevedi che non toglierebbero il gradimento, quanti, dimmi, che rimarrebbero a scavare nel passato di questa pagina, nella sua memoria, se fin d'ora tu smettessi di condividere?  Non annuire, Sicuranza, non farlo, o dov…

?

? - Giovanni Sicuranza
- Dove vuoi che vada
la domanda perde subito energia, il punto interrogativo che cade a terra, tra i piedi di Giulio e Romina. 
Lei abbassa gli occhi e lo vede. È come un serpente nero, la testa mozzata, puntiforme, appena staccata dal corpo.
- Raccoglilo – sibila – Sai che non li sopporto.
- Uh? – sulla fronte di Giulio si scavano rughe perplesse.
- I tuoi punti interrogativi. Li perdi sempre – Romina sbuffa – Mai una volta che riesci a decidere qualcosa. Sei una nullità, una nullità piena di domande! 
Giulio si morde un labbro, poi si rende conto che non è quello il modo di accontentare Romina. In realtà è da mesi che non riesce ad accontentare Romina. Torna a casa usurato da un lavoro di topo impiegatizio e lei è il gatto che inarca la schiena alla sua pigrizia. Cerca di rilassarsi con i fumetti, la sua passione, e lei diventa la gomma che cancella il relax con la pretesa di uscire, subito, di fare un giro, muoviti-non-mi-porti-mai-da-nessuna-parte e lui, più intimo…

La porta [Underground II] - Giovanni Sicuranza

La porta [Underground II] - Giovanni Sicuranza
Alla fine, accompagno Lucio Ombra. E’ seduto al mio fianco; dall'altra parte del confine di una scrivania, la Commissione Invalidi lo penetra in uno sguardo rapido, poi va ai documenti, poi di nuovo a lui e ancora alle carte, fuori e dentro, fuori e dentro l’uomo.  Le spalle di Ombra sono singhiozzi nervosi nell'aria umida.  I suoi occhi si aprono, vivi, sul mio silenzio.  - Perché è venuto, non capiamo. - Ecco, esimi colleghi, il signor Ombra chiederebbe, ecco, cioè, l'invalidità con indennità di accompagnamento.  - Ma, collega, non essere ridicolo, dai.  - A noi il signore qui presente, se presente possiamo dire, risulta - morto, sì, concordo con la dottoressa, ecco il suo attestato.  Lucio Ombra è deceduto il 23 agosto 2003. L'accertamento di morte, quello che la Commissione sventola sul mio viso, è compilato in stampatello frettoloso, obliquo, con cadute sulla riga sottostante, ha la mia firma, ha il mio timbro. Ha la mia indiffe…

A volte

Feltrinelli - Youcanprint

Ah, ecco, credo che da queste parti troverete anche i miei libri, almeno quelli pubblicati con Youcanprint:
"Nel panorama del self-publishing italiano Youcanprint rappresenta la soluzione più completa in termini sia di offerta editoriale che di opportunità di vendita e distribuzione. Oggi aggiungiamo un altro tassello fondamentale al nostro progetto di sviluppo, aumentando il numero di librerie fisiche presso le quali è possibile ordinare i vostri libri, includendo nella proposta di self-publishing un brand che tantissimi autori amano: Le Librerie Feltrinelli. Youcanprint è felice di annunciare di aver sottoscritto un accordo ufficiale con Le Librerie Feltrinelli grazie al quale da oggi sarà possibile ordinare tutti i libri pubblicati con Youcanprint in uno dei 104 punti vendita Feltrinelli presenti in tutta Italia. I Punti vendita Feltrinelli coinvolti sono: Feltrinelli village, Feltrinelli International, Feltrinelli Express, Feltrinelli Libri & Musica, Feltrinelli
conti…

Alla ricerca di Lavrange

Alla ricerca di Lavrange. Nostra Signora della Fossa, il Commissario Massimo Riserbo e molti altri personaggi attendono il viaggiatore. 



Lavrange si trova nella Nebbia Irreversibile.  Non potete sbagliare strada; in questo paese di  settecentotredici anime, quasi tutte trapassate, potete  solo smarrirvi.

Riedit

Riedit! - Giovanni Sicuranza
Tavolo in compensato scuro, intarsiato di polvere. A un metro di distanza, lungo i lati minori, due sedie si fronteggiano, indossando rispettivamente un uomo tarchiato e una donna sottile. - Lo ha ucciso lei, signora Mia Bella? - Sì, commissario. - Quindi confessa. - Sì. La sedia con l'uomo tarchiato ha un gemito in PVC. - E il movente? Mia Bella sorride e apre le narici, umide vagine sull'odore di protocollo del commissario Massimo Riserbo. Le sedie scivolano sul pavimento, una verso l'altra, in un gemito troppo breve.  Spezzato. - Uccidere il mio amante Tamo Tanto aumenterà le letture di questo racconto, per il resto mediocre, così goffo da non avere neppure un finale. - Ma, ma, ma.  Prima di entrare nella Polizia di Lavrange, Massimo Riserbo è stato il leader della banda rap "Spacco il Culo ai Culattoni". A Santremo 2001, lui e suoi rapper ringhiosi si classificarono ultimi e vinsero il Fallo di Riace, premio di consolazione, perché la classific…

Arresti di massa

Arresti di massa - Giovanni Sicuranza
Un altro arresto, questa mattina, appena ho iniziato il turno. 
Non so in cosa si trasforma la città, è come se volesse dimenticarci, i miei amici, i miei familiari, gli altri. 
E' successo a mia moglie, è successo tre settimane fa, è successo all'improvviso, e per questo ho smesso, perché, amico, sei in gamba, diosolosaquantoavremobisogno, ma devi staccare per un po' dalla merda di questo lavoro, questo mi hanno detto, pacca sulla spalla in allegato, pensa a te in questi giorni, amico, non a loro. 
Ho cercato rifugio nella casa del mio matrimonio, solo che casa dolce casa non c'è più; le sue, mie, le nostre intime memorie se l'è mangiate un sole nero, il nome di mia moglie smembrato tra sbarre irreversibili.
Alle 05.30 di oggi decido di uscire, riprendo il lavoro, tanto nulla cambia dentro e fuori i miei occhi, e gli arresti continuano, privi di garanzie, e sono decine, quartiere svuota quartiere.  
La mattina si consuma presto, mez…

Imperativo!

Mi scrive Youcanprint:  "Youcanprint supporta la lettura e la promozione dei tuoi libri! Invita i tuoi lettori ad acquistare il tuo libro sul nostro store! Utilizzando il codice coupon AGOSTO25 durante l'acquisto, avranno diritto allo sconto del 25% sull'intero ordine! In questo modo potrai far conoscere i tuoi libri e vendere più copie! Approfittane subito, la promozione è valida fino al 31 Agosto!"  Con tutti quei punti esclamativi, mi sono punto, ma, in effetti, a qualcuno la promozione potrebbe interessare.  Buona usura visiva. GS


P.S.: ricordo che con Youcanprint ho pubblicato "Storie da Città di Solitudine e dal Km 76" (2010), "Ritorno a Città di Solitudine" (2011), "Polvere di Silenzi" (2012), "Lungo il vento" (2013); e-book e cartaceo.

Cliché

ClichéGiovanni Sicuranza
-Sicuro? -Come il mio cognome. Del resto, mi sono rivolto a lei per il suo.  -Non capisco.  -Lei è il famoso Commissario Riserbo, Massimo Riserbo. *** -Beh, sì. -Si svesta dal sorrisino di circostanza, Commissario. Io ho smesso di usarlo tutte le volte che qualcuno mi chiede se sono sicuro e rispondo “Come il mio cognome”. Alla gente piace, vero, ma è una battuta stantia. -Appunto, la gente. Senta, Sicuranza, questa storia delle scomparse è assurda.  -Come le altre in cui il protagonista è stato il Commissario Massimo Riserbo, no? -Già, facile per lei crearmi come personaggio dei suoi racconti e, attraverso me, prenderci tutti per il culo, a tutti noi, dico, noi paladini delle storie noir, seguiti da migliaia di affezionati lettori. -Storie banali.  -Noi commissari, noi detective, noi, come ha detto, scusi? -Banali, anzi, monotone, prevedibili.  -Non la capisco, Sicuranza. Cioè, non l’ho mai capita, sinceramente, da quando ha iniziato a scrivere.  -Semplice, Massimo Rise…

Attendere resurrezione, grazie.

Vi invito non solo alla lettura dei post più recenti, ma  all'immersione nel tempo del blog, dall'inizio ad oggi, e,  a vostro giudizio, persino alla condivisione. 

Sfumo in un'era sabbatica, dove vivere di vostre letture per il tempo 

della prossima deriva dei continenti. 
Grazie per adesso. Giovanni Sicuranza

Sorridete *

Sorridete * - Giovanni Sicuranza
Lei sorride. Foto dopo foto.  Comunione e sorriso. Matrimonio e sorriso. Lo stesso sorriso.  Muscoli facciali scolpiti e restaurati a ogni occasione.  E' bella, lei. Occhi, fronte, naso, sinfonie di desiderio.  Non il sorriso, così lungo e così largo, ferita labiale spalancata su denti perfetti, ritagliati dalla pignoleria di uno scultore, tinteggiati di bianco su bianco. Sorriso stantio del tempo.  - Tesoro, guarda verso mamma e sorridi. Oh, così, sei stupenda. - Amore, guarda tuo marito e sorridi. Dio, con quell'espressione, mi fai impazzire.  - Mamma, voltati e sorridi. Sembri mia sorella, sai? *** Mi chiamo Fausto Ombroso, Ombra per i colleghi.  Ho meno anni di quanto dimostro, più di quelli che occorrono a voi per incontrare la Morte.  Il colore dei miei capelli, la mia altezza, se sono alto o magro, non interessano, a meno che non vogliate fotografarmi. Ma di solito non vengo bene. Non sorrido, io.  Bacio i vostri defunti con il fondotinta, restituisco…

In limine vitae

In limine vitae - Giovanni Sicuranza
Sa, Alfonso Vasari, Professore della Cattedra di Medicina Legale di Lavrange, che è terminato il tempo dell'ultima autopsia. Tra le dita bianco lattice, tra polpastrelli con ovali di sangue rubino, nei fruscii di tessuti sfiniti, stringe il muscolo più bello e nobile del suo cadavere. Il cuore della donna è sano, anche dopo la fine, nonostante si stia già trasformando in altro. Tre i bambini, tre le giovani donne, uno l'uomo anziano; sette le vite passate alla morte per gravi politraumatismi da investimento pedonale. Tutte avevano un cuore che avrebbe respirato ancora a lungo.  E' delicato, Vasari, mentre lascia andare il muscolo della ragazza nel piatto della bilancia, nero di memorie, di sangue e di organi. 260 chilogrammi, legge sul display verde, e spunta una voce tra gli appunti. Solo un fremito di esitazione, poi con la biro, segna qualcosa, veloce, sussulti blu notte sulla pagina grigia, che potrebbero essere ortografia o epifanie d…

La bellezza non è tutto

La bellezza non è tuttoGiovanni Sicuranza
Papà, papà mio, con parole sommerse nella vasca da bagno, così arriva la voce di mia figlia, gelo che morde la nuca velata dal sudore d’agosto.  Aveva cinque anni, mio piccolo amore, e si divertiva a parlarmi sotto la superficie dell’acqua. Almeno ci provava e il divertimento era proprio questo, nei glu glu che emergevano, bolle di risate velate d’acqua e schiuma per il bagno. Schiuma all'aroma di mughetto. Papà, papino mio, mi chiede,  ora,  bagnata,  nuda,  troppo nuda, figlia mia.  Si porta dentro i suoi cinque anni, anche se ne avrebbe compiuti sei proprio oggi, anche se è conciata così male da non avere più età umana.  Le parole escono dalle desquamazioni del viso, dalle fistole del collo, fanno glu glu nel petto.  Perché, papà mio, seppelliamo i nostri morti, mi chiede, senza traccia di punto di domanda.  Gli occhi hanno il colore del mughetto selvatico, almeno per come è disegnato nella confezione della schiuma da bagno, l’ultima che ho usa…

I miei colori

Non riesco più a scrivere in modo lineare, no, aspetta, correggi, non voglio, anzi, meglio, non mi interessa più e credo si sia notato anche nelle mie pubblicazioni recenti.  Aggiungi, non voglio adeguarmi ad uno stile semplice, a canti da uccellini innamorati in un film Disney degli anni cinquanta; non ho i colori pastello di Coelho; ad averli, guarda, li intingerei nel sangue e poi sfregerei le dita beote di chi copia e incolla le frasi da salmo del cioccolatino. Sì, caro Editore, lo so, stai per avere un infarto, lo annunci ogni volta che scrivo del vento che mi fa girare las balotas. Prima dell'infarto, gemi che pochi dei lettori del blog vogliono saperne di racconti in cui la morte suda da ogni parola.  Il gradimento cala, è vero, il tuo infarto è rinviato "alla prossima volta" e noi ricominciamo.  Voglio farti un esempio di cosa non scriverei; mai e poi mai: 
"Quando scoprì di essere assediata, decise di farla finita.  Accadde al sesto mese di guerra.  I batteri col…

Democrazia della Morte - Prima lettera

“Democrazia della Morte” – Prima lettera incipit in anteprima di Giovanni Sicuranza 
Sono morto una sola volta e da allora non mi sono più ripreso. 
Questo è l’epitaffio che trovate sulla mia lapide; non male, vero? 
Ancora una settimana alla mia morte e potrete vederlo, bassorilievo tra le tombe del Cimitero di Lavrange, impronta di denti affondati nel marmo; eppure, credo, la lapide migliore sarà dedicata a Teodoro Iorio, il Maresciallo della Morte, l’eroe della Storia, della nostra arida demografia. Una stele alta mezzo metro, larga sei centimetri; una faccia rivolta al muro di cinta, come un condannato offerto al plotone di esecuzione, l’altra, quella che guarda verso le altre lapidi, su tutti noi defunti, con due linee che, sinuose, si avvicinano, si intersecano e si allontanano per poi ricominciare; sembra la storia stilizzata di un amplesso tra serpenti, ed è una similitudine che spero mai sfuggirà, in realtà è il simbolo del nostro DNA. Questa stele è già pronta da anni, in attesa…