"Tempi nostri"; C. G. Sicurikens.


"Questa donna che lavora è una donna piccina, erosa e modellata dalla macchina d'assemblaggio e questa donna che lavora è una donna leggera, vuota di risparmi e speranze. 

Vedete, cavalieri, stimati colleghi, come questa donna rappresenta l'ingranaggio perfetto, adattato all'ambiente della mia fabbrica, la mente tesa al ciclo di produzione, nell'oblio di quello di riproduzione"


"Tempi nostri"; C. G. Sicurikens, Landport, febbraio 1812

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